Centro Ricerche Fiat (C.R.F.)

Profilo

Il Centro Ricerche Fiat inizia la propria attività nel 1978 come polo di riferimento per l’innovazione e la ricerca e sviluppo del Gruppo Fiat. Oggi è un centro di eccellenza riconosciuto a livello internazionale, la cui missione è l’utilizzo dell’innovazione come leva strategica nei business del Gruppo Fiat e la valorizzazione dei risultati delle proprie attività attraverso la promozione, lo sviluppo ed il trasferimento di contenuti innovativi in grado di dare distintività e competitività al prodotto.

Il C.R.F. opera nella sede principale di Orbassano (TO) alla quale nel corso degli anni si sono aggiunte le unità locali di Valenzano (BA), Trento, Foggia, mentre dal 2002 controlla a Udine il Centro Ricerche Plast-Optica (CRP), focalizzato sulle ricerche avanzate nei settori dell’ottica e della plastica per sistemi di illuminazione. Nel 2010 è stato creato l’ente Group Materials Labs, con laboratori a Torino, Venaria Reale e Bologna. Inoltre, è stata costituita, a seguito della fusione per incorporazione della Società CSST S.p.A. in C.R.F., l’unità organizzativa Centro Studi sui Sistemi di Trasporto che opera a Orbassano (TO) e a Pomigliano D’Arco (NA). Con un organico di 949 dipendenti, il C.R.F. dispone di un vasto insieme di competenze tecniche, cui si affiancano una serie di laboratori all’avanguardia per la sperimentazione di sistemi powertrain, per la compatibilità elettromagnetica, l’analisi sperimentale di rumore e vibrazioni, la simulazione di guida, lo sviluppo di nuovi materiali e processi produttivi, l’optoelettronica e le microtecnologie.

Nel corso degli anni il Centro Ricerche Fiat ha raggiunto risultati altamente significativi, come testimoniano le 35 nuove domande di brevetto depositate nel 2010, che portano a circa 3.200 il numero totale di brevetti registrati, a cui si aggiungono circa 450 domande pendenti. A livello internazionale, i progetti approvati nel 2010 sono stati 41 che hanno portato a un totale di 114 nel settimo Programma Quadro 2007-2013. Il forte impegno nella ricerca europea, unito alle riconosciute competenze sistemiche e alla diffusa presenza sul territorio, hanno consentito la partecipazione a numerose PPP (Public Private Partnership) nate per focalizzare la ricerca pubblica e privata su tematiche di interesse comune e su applicazioni industriali, sia a livello nazionale che europeo (Green Car Initiative, Factories of the Future). Il C.R.F. ha inoltre sviluppato un network globale di oltre 160 università e centri di ricerca e oltre 1.500 partner industriali in tutto il mondo in grado di rafforzare ulteriormente le strategie globali di innovazione, implementare specifiche attività operative a livello locale, assicurare la creazione di competenze ed un monitoraggio continuo mirati alla competitività ed allo sviluppo in settori quali il veicolo ed i suoi componenti, l’energia, la mobilità ecologica e sicura, la telematica, i nuovi materiali e le relative tecnologie, la meccatronica, l’ottica, nonché le attività di innovazione su motopropulsori, sistemi di propulsione alternativi e cambi che vengono condotte dall’area “Powertrain Research & Technology”.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito internet www.crf.it.

Focus

FocusParticolarmente attivo nel campo della ricerca per la mobilità, il Centro Ricerche Fiat adotta un approccio sistemico volto a studiare soluzioni innovative a tutto tondo: la strategia vincente è quella di essere flessibili nell’utilizzare al meglio le risorse disponibili per una mobilità che sia “sostenibile” dal punto di vista sociale, ambientale ed economico. Non esiste infatti un’unica soluzione, ma un costante impegno per ottimizzare veicoli e motori, sia attraverso la ricerca di soluzioni che rendano sempre più efficienti i motopropulsori convenzionali (nel 2010 sono stati lanciati sul mercato il TwinAir e il cambio a doppia frizione Twin Clutch) e che utilizzino trazioni e combustibili alternativi, per aumentare l’efficienza energetica, per trovare nuovi materiali, per incrementare le percentuali di riciclo a fine vita. Particolarmente rilevanti in ottica prodotto sono le soluzioni innovative legate ai sistemi di climatizzazione che, da una parte, permettono la riduzione dei consumi e, dall’altra, puntano a limitare anche l’effetto serra diretto (emissioni di refrigerante). A queste si aggiungono tutti gli studi sui sistemi ausiliari e in generale sui sistemi di recupero e gestione dell’energia del veicolo (elettrica, termica ed idraulica) volti ad aumentare l’efficienza e a contribuire al raggiungimento di nuovi standard di risparmio energetico. Iveco Glider, il concept realizzato nel 2010 da Iveco in collaborazione con il C.R.F. può essere considerato una sintesi della ricerca di nuove soluzioni per la mobilità sostenibile, in quanto integra tutti gli aspetti relativi all’efficienza energetica, all’aerodinamica, all’ergonomia, all’infomobilità e al comfort.

Similarmente a quanto studiato per il prodotto, anche sul fronte del processo produttivo l’obiettivo è di ideare, costruire o riadattare un sistema, un processo o un edificio industriale sulla base di criteri di risparmio energetico e di utilizzo di tecnologie a ridotto impatto ambientale, secondo un modello di Eco-fabbrica.

Le attività del Centro Ricerche Fiat sono focalizzate sulle seguenti aree tecnologiche.

Ricerca e Tecnologia per motori e cambi

Il principale obiettivo è lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie innovative per il miglioramento delle prestazioni del motopropulsore, la riduzione delle emissioni del motore e del veicolo e del consumo di carburante. Tra iprincipali risultati ottenuti nel 2010 si segnalano:

  • Tecnologie di post trattamento per motori diesel Euro 6. A partire dal 2014 entreranno in vigore in Europa dei nuovi e più severi limiti di emissioni per le autovetture denominati Euro 6. Fino ad oggi, nella gran parte dei motori diesel, gli ossidi di azoto (NOx) sono abbattuti direttamente in fase di combustione e la principale tecnologia utilizzata è l’EGR (Exhaust Gas Ricirculation). Per il futuro, nei veicoli di segmento medio – basso, qualora sia necessario l’utilizzo di NOx aftertreatment, si è scelta la tecnologia del “NOx Storage Catalyst” (NSC). Si tratta di un particolare tipo di catalizzatore che durante il normale funzionamento del motore intrappola gli NOx e quando ha saturato la sua capacità di stoccaggio, si rigenera in pochi secondi rilasciando gli NOx e riducendoli in N2. Questa soluzione, che ha richiesto durante il 2010 un attento lavoro di messa a punto e calibrazione, ha il duplice vantaggio di non avere impatti sulla configurazione dello scarico e di avere costi particolarmente contenuti.
  • TwinAirTecnologia MultiAir® di seconda generazione per motori a benzina. Nel 2010 è stata avviata la produzione del motore bicilindrico TwinAir, che prevede sin dall’inizio l’adozione della tecnologia MultiAir®. Per i futuri motori a benzina, nell’ambito della seconda generazione del MultiAir® sono state individuate diverse linee strategiche, tra cui: introduzione di nuove modalità di attuazioni valvola e nuove strategie di controllo della combustione nell’ottica di ridurre ulteriormente consumi ed emissioni; integrazione del MultiAir®con l’iniezione diretta di benzina al fine di migliorare la risposta del motore nei transitori e, quindi, i consumi. I Inoltre si prevedono l’implementazione di nuovi e moderni strumenti software per la calibrazione dei motori MultiAir® allo scopo di ridurre i tempi di sviluppo e lo sviluppo di tecnologie avanzate di sovralimentazione che si integrino col MultiAir® massimizzandone le sinergie.
  • Motore Heavy Duty Cursor 8 alimentato a bioetanolo puro. Nell’ultimo decennio in Brasile il mercato dell’autotrazione con bioetanolo si è enormemente espanso per il mercato “passenger car”, ma recentemente l’interesse si è esteso anche alle applicazioni industriali e off road, in quanto il bioetanolo prodotto in Brasile dalla canna da zucchero soddisfa tutti i requisiti per essere considerato un combustibile realmente alternativo (conveniente, prodotto da fonti alternative al petrolio e rinnovabili, non in competizione con la catena alimentare, facilmente reperibile, ecc). Una delle applicazioni più promettenti è il “mieti canna da zucchero”, un veicolo off road che richiede elevate prestazioni motore. Al fine di soddisfare tali richieste, partendo dal consolidato motore Cursor 8 ad accensione comandata alimentato a metano, dal C.R.F. sono state realizzate le modifiche al sistema di alimentazione e al rapporto di compressione per adattarlo all’utilizzo di bioetanolo realizzando una versione prototipale in grado di erogare 243 kW. Il sistema è attualmente in fase di allestimento su veicolo per effettuare un reale “field test” al fine di avviare un piano di industrializzazione del prodotto che porterà a una riduzione del 50% dell’impatto “Well to Wheel” e a una riduzione maggiore del 70% dei costi di esercizio rispetto al gasolio, il combustibile convenzionale.
  • immagine_7_0.pngCambio Twin Clutch su Alfa Romeo MiTo. ll cambio a doppia frizione è costituito da due cambi disposti in parallelo, uno per le marce pari e uno per le marce dispari, ognuno dotato della propria frizione. L’elemento distintivo è che la manovra di cambio marcia si svolge senza interruzione della coppia in uscita dal cambio, garantendo una trazione continua alle ruote. Questa caratteristica rende il cambio a doppia frizione molto più confortevole e prestazionale rispetto a un cambio manuale robotizzato (AMT) ed equivalente, o migliore di un cambio automatico convenzionale con convertitore di coppia (AT). La tecnologia Twin Clutch sviluppata dal Gruppo Fiat negli ultimi anni è basata sulla tecnologia delle frizioni “dry” ovvero a secco che garantiscono e migliori prestazioni in termini di consumo di combustibile del veicolo. Il cambio C635 Twin Clutch è stato introdotto la prima volta nel 2010 sulla vettura Alfa Romeo MiTo TCT, abbinato al motore Fire 1,4 litri MultiAir TC da 135 Cv e al sistema Start &Stop. Grazie a questi accorgimenti il valore di emissioni CO2 omologato della MiTo TCT è di 126 g/km, valore ben al di sotto di quello della versione con cambio manuale e irraggiungibile con un cambio automatico convenzionale.
  • Ulteriori sviluppi delle miscele metano/idrogeno. L’iniziativa “corridoio verde”, promossa dall’Autostrada del Brennero (A22), è finalizzata allo studio della diffusione di combustibili da fonti rinnovabili nel tratto autostradale di 650 km compreso tra Monaco di Baviera e Modena. La tecnologia dell’idrometano (miscele metano/idrogeno) risulta molto interessante per il cliente A22 perché abilita lo sviluppo dell’investimento nell’infrastruttura per l’idrogeno. L’idrogeno utilizzato per la miscela sarà prodotto dal surplus energetico di una centrale idroelettrica presente lungo la tratta autostradale. Nel corso del 2010, in stretta collaborazione con FPT Research & Technologies, Iveco e Officine Brennero, la sede di Trento del C.R.F. ha coordinato con successo gli obiettivi pianificati a progetto, tra i quali l’adeguamento dei componenti di normale produzione del sistema di stoccaggio e alimentazione della miscela di gas, la messa a punto e calibrazione del motore per l’impiego delle miscele metano/idrogeno. Presso la sede di Trento è stata inoltre sviluppata un’applicazione info-telematica basata su piattaforma Blue&MeTM che consente la tracciabilità del posizionamento del veicolo tramite GPS e la raccolta dei dati della centralina motore. Tale sistema consente inoltre, tramite la registrazione della tipologia di miscela metano/idrogeno rifornita alla stazione di servizio, la stima dell’autonomia residua e del beneficio in termini di riduzione di emissioni di CO2. Il prototipo Iveco Daily idrometano, a seguito di una fase di omologazione e di sperimentazione a Trento, verrà consegnato al cliente A22 nel 2011.

Tecnologia Avanzata per la Mobilità e la Sicurezza

L’obiettivo principale è quello di garantire al Gruppo Fiat le competenze tecnologiche relative ai sistemi secondari, all’elettronica, alla telematica, ai sistemi di sicurezza preventiva necessarie per migliorare la mobilità in termini di sicurezza, eco-compatibilità e fruibilità del veicolo. Alcuni dei principali risultati ottenuti nel 2010 sono:

  • SAFESPOTSistemi cooperativi di sicurezza preventiva. Una mobilità sicura, efficiente ed eco-sostenibile è una priorità per tutti i cittadini europei. La cooperazione completa tra veicoli e con l’infrastruttura permetterebbe di raggiungere i massimi risultati possibili, potendo avere un’informazione completa sulla posizione e dinamica dei veicoli, nonché le intenzioni dei guidatori. Pertanto la Commissione Europea ha deciso di co-finanziare grandi progetti di ricerca e sviluppo, quali SAFESPOT – di cui il C.R.F. è stato coordinatore – CVIS e PRE-DRIVE C2X, per comprendere come le tecnologie di comunicazione wireless Vehicle to Vehicle e Vehicle to Infrastructure possano migliorare la sicurezza e l’efficienza della mobilità del futuro. Nel 2010 i progetti hanno presentato i loro risultati: gli elementi fondamentali della mobilità cooperativa sono adesso disponibili e le principali applicazioni sono state sviluppate a livello dimostrativo. Il prossimo passo sarà eseguire sperimentazioni su vasta scala nei diversi stati membri per stabilire l’interoperabilità delle soluzioni e per continuare le attività di standardizzazione. In particolare, in occasione del Cooperative Mobility Showcase 2010 di Amsterdam, il C.R.F. in SAFESPOT ha illustrato gli esiti delle sperimentazioni su strada delle soluzioni tecnologiche adottate e in CVIS ha mostrato la realizzazione di una piattaforma aperta e flessibile con più di 25 applicazioni per l’efficienza del traffico e la sicurezza stradale. Per il progetto PRE-DRIVE C2X, presentato invece in settembre a Ulm, il Centro Ricerche Fiat, con i suoi due veicoli dimostratori, ha mostrato un insieme di applicazioni basate sulla comunicazione veicolare in condizioni reali di traffico. I risultati di quest’ultimo progetto saranno la base di partenza del progetto integrato DRIVE C2X, il cui obiettivo principale è validare le applicazioni di mobilità basata su sistemi cooperativi attraverso test su strada svolti in diversi siti di prova in Europa.
  • Driver Attention Support e Driver Style Evaluation. Nel campo dei veicoli commerciali il comportamento del conducente è fondamentale per la sicurezza e la riduzione dei consumi. Questo sistema valuta, grazie ad una telecamera che rileva come il guidatore sta mantenendo la corsia di marcia, il grado di distrazione e di affaticamento/sonnolenza del guidatore stesso. In funzione della particolare situazione rilevata opportuni avvisi vengono attivati per allertare il guidatore ed indurlo ad una maggiore attenzione oppure a fermarsi per riposare. Dal punto di vista della riduzione dell’impatto ambientale dei veicoli, lo stile di guida è uno degli elementi che contribuiscono in modo sostanziale a determinare i consumi. In particolare, i test effettuati su veicoli commerciali pesanti hanno dimostrato che uno stile di guida inappropriato può portare a un incremento dei consumi tra il 10% e il 15%, in funzione della tipologia di missione percorsa. Questa considerazione, abbinata all’analisi di alcuni dati forniti da sistemi già esistenti sul mercato, tra cui Fiat eco:Drive, ha portato nel 2010 alla creazione di un gruppo di lavoro congiunto C.R.F. e Iveco che ha progettato e sviluppato un sistema di Professional Driving Style Evaluation in ottica riduzione consumi. Questo sistema è costituito da un dispositivo on-board che acquisisce i dati in tempo reale dalla rete CAN, la rete locale che collega tra loro i dispositivi intelligenti del veicolo, e dal sistema GPS, li analizza, li trasmette a un centro remoto e fornisce al guidatore diversi indicatori di qualità di guida. Al dispositivo a bordo veicolo si affianca un sistema off-board che a partire dai dati ricevuti alimenta un “technical database” che elabora le informazioni mediante algoritmi dedicati alla valutazione dello stile di guida, della missione, delle performance e delle anomalie veicolo. La fase di sviluppo proseguirà anche nel 2011 con il completamento e la messa a punto di alcuni moduli di calcolo, il progetto di integrazione del sistema nell’architettura veicolare di produzione, lo sviluppo e la delibera del sistema, per la quale sono previsti test estensivi con clienti finali.
  • Sistemi ausiliari a basso impatto ambientale. Durante il 2010 il Centro Ricerche Fiat ha continuato la sperimentazione su sistemi di climatizzazione e sistemi ausiliari innovativi che riducono al minimo l’impatto in termini energetici ed ecologici, aumentando al contempo l’efficienza. Per rispondere alla necessità di garantire il comfort in abitacolo anche quando il motore termico è spento (Start&Stop) o addirittura non è presente (trazioni ibride ed elettriche), il C.R.F. ha messo a punto un innovativo impianto alimentato con compressore elettrico e dotato della funzione pompa di calore. Il sistema, sviluppato su un veicolo Iveco Daily, sfrutta una valvola ad inversione di ciclo che permette di scambiare le funzioni di evaporatore e condensatore consentendo la produzione di caldo e freddo in abitacolo con un unico scambiatore. Punto di forza è indubbiamente la gestione Energy – Saving del compressore che può essere comandato in maniera indipendente dall’avanzamento del veicolo. L’attività proseguirà anche nei prossimi anni con l’obiettivo di replicare il sistema su di un veicolo a trazione ibrida e di portare avanti la messa a punto dello stesso. La nuova direttiva MAC emessa dall’Unione Europea vieta, a partire dai nuovi modelli prodotti dal 1° gennaio 2011, l’utilizzo del refrigerante R134a nella climatizzazione automobilistica. Si è scelto di utilizzare il refrigerante HFO-1234yf che ha reso necessario un lavoro di adeguamento di tutto il sistema. Il fluido HFO-1234yf, infatti, ha proprietà diverse rispetto al gas R134a, in particolare, ha una minore capacità refrigerante che rende quindi necessaria un’attività di ottimizzazione degli impianti di climatizzazione e ha un’elevata infiammabilità, che ha reso indispensabile rivedere i componenti e valutare le ricadute sugli ambienti di lavoro e sui sistemi di carica.

 

Veicoli, materiali e processi avanzati

L’obiettivo è quello del miglioramento della sostenibilità ambientale dei veicoli e della loro fabbricazione attraverso lo sviluppo di soluzioni di prodotto e di processo economicamente sostenibili, obiettivo condiviso a livello europeo nella PPP Green Cars Initiative, alla quale il C.R.F. partecipa attivamente in veste di membro dell’Industrial Advisory Group.

Tra i principali risultati ottenuti nel 2010 si possono citare:

  • Iveco GliderIveco Glider. Questo concept, presentato da Iveco al Motor Show IAA 2010 di Hannover, è il frutto di un percorso creativo ispirato dalla natura e nato dalla collaborazione tra Iveco e il Centro Ricerche Fiat: una nuova idea di veicolo ad elevata produttività e minimo impatto ambientale. Lo sviluppo del progetto si è concentrato su due filoni principali: la gestione dell’energia e la qualità della vita a bordo. Dal punto di vista dell’efficienza energetica, i ricercatori hanno messo a punto un sistema Kinetic Energy Recovery System (KERS) che consente di recuperare e utilizzare l’energia cinetica che verrebbe dissipata sotto forma di calore durante le frenate, nonché un sistema termodinamico basato su un ciclo Rankine, che recupera l’energia termica del motore che altrimenti si disperderebbe nei gas di scarico e attraverso i radiatori. Inoltre, per generare a bordo energia rinnovabile, il Glider utilizza pannelli fotovoltaici ad alta efficienza e ad alta formabilità, che occupano una superficie di circa 2 metri quadrati sul tetto della cabina e possono produrre fino a 2 kW. Infine, l’energia elettrica in eccesso, non utilizzata dai sistemi ausiliari, è immagazzinata in un accumulatore ad alta energia specifica (Auxiliary Energy Unit) e può essere utilizzata come fonte di energia quando il veicolo è in fase di stazionamento. Anche gli studi aerodinamici per ridurre sensibilmente il Cx, i nuovi sistemi di gestione dell’energia di bordo, l’adozione di scambiatori di calore e l’adozione di pneumatici a bassa resistenza al rotolamento hanno consentito una drastica riduzione di consumi ed emissioni. Dal punto di vista della qualità della vita a bordo veicolo si è cercato di sviluppare gli interni attorno al guidatore, concentrando nella cabina dell’Iveco Glider tutte le soluzioni all’avanguardia in termini di ergonomia, infomobilità, illuminazione, climatizzazione e gestione degli spazi.
  • Materiali eco-compatibili e riciclati. Nel 2010 il C.R.F. ha continuato e ulteriormente rafforzato il proprio impegno su argomenti riguardanti l’impatto ambientale e la CO2 emessa su componenti plastici per interni. Sono state avviate prove con compound a matrice biopolimerica e da riciclo fine vita con rinforzi di fibre naturali a opportuna dimensione e morfologia (micronizzate): questo allo scopo di aumentare le caratteristiche strutturali e nel contempo migliorare l’aspetto estetico. Inoltre è proseguita l’attività di monitoraggio e di implementazione della percentuale di materiale riciclato utilizzato nelle vetture, focalizzata soprattutto su applicazioni non estetiche come gli insonorizzanti. Nel 2010 sono continuate anche le analisi sugli impatti per il mondo automotive delle normative ambientali “generaliste” e complesse quali il Classification Labelling & Packaging (CLP) ed il Registration Evaluation Authorisation Chemicals (REACH), in particolare per quest’ultima sono state svolte indagini sulla presenza di sostanze critiche dette SVHC, (Substances Very High Concern) che nei prossimi anni potrebbero subirerestrizioni all’uso; per tutti gli usi delle SVHC nelle vetture sono in corso le prove su prodotti sostitutivi. Infine sono state eseguite analisi Life Cycle Assessment (LCA) per valutare gli impatti ambientali del nuovo fluido refrigerante HFO-1234yf in tutto il suo ciclo di vita, confrontandolo con l’R134a e con la CO2, e di processi di fosfatazione alternativi all’attuale a base di nano composti a base di sali di zirconio.
  • immagine_3_0.pngProcessi produttivi ad elevata efficienza energetica. Durante il 2010 il C.R.F. ha proseguito le attività del progetto “Green Factories”. In particolare, durante il corso dell’anno sono state svolte numerose attività, volte al miglioramento dell’efficienza energetica dei processi produttivi. I progetti più rilevanti sono stati condotti presso gli stabilimenti Fiat Group Automobiles di Cassino e di Mirafiori e le attività hanno riguardato lo sviluppo sistemi di recupero di energia cinetica per robot industriali e la validazione delle condizioni di maggiore illuminazione con un minore consumo di energia nelle installazioni pilota di sistemi di illuminazione ad alta efficienza. L’azione di miglioramento dei processi esistenti è proseguita con la definizione di una metodologia orientata alla riduzione dei consumi energetici nel campo delle lavorazioni meccaniche. La tematica è stata anche affrontata nel progetto FlexMech, attraverso lo sviluppo di attuatori innovativi a basso consumo energetico ed ingombro ridotto da integrare nelle macchine utensili. Inoltre, in relazione ai temi degli edifici industriali a basso impatto energetico, sono iniziate le attività di sviluppo di metodologie e strumenti orientati alla classificazione energetica degli stabilimenti, che consentiranno di attribuire agli edifici una classe di consumo, evidenziando la loro efficienza anche sotto questo profilo. Con riferimento alla sostenibilità ambientale ed economica dei sistemi produttivi, il C.R.F. è stato coinvolto nell’Industrial Advisory Group dell’iniziativa europea Factories of the Future, giocando il ruolo di Team Leader per lo sviluppo delle multi-annual roadmap riguardanti il tema del “Sustainable Manufacturing”, ritenuto strategico e prioritario per la competitività del manufacturing.
  • Micro e nanotecnologie per la fabbrica. In ambito di sicurezza dei siti produttivi, il decreto legislativo 81/2008 sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha introdotto per la prima volta in Italia l’obbligo da parte del datore di lavoro di valutare i rischi derivati dall’esposizione alle radiazioni ottiche artificiali (ROA). Il C.R.F., forte di un’esperienza decennale del gruppo di New Materials Scouting nella caratterizzazione ottica di display e di nuove sorgenti luminose, è stata la prima azienda ad iniziare i rilievi delle ROA a fine 2008 nello stabilimento FGA di Mirafiori e oggi è leader nella caratterizzazione di tali radiazioni, avendo effettuato i rilievi in più di 15 stabilimenti del Gruppo Fiat in Italia. L’attività è stata fondamentale per adempiere agli obblighi di legge per la valutazione del rischio, ma soprattutto ha contribuito in maniera determinante a ridurre sensibilmente il rischio di esposizione dei lavoratori alle sorgenti potenzialmente pericolose presenti in stabilimento e a migliorare la qualità del lavoro.
© 2011 FIAT S.p.A - P.IVA 00469580013