Principali rischi e incertezze cui Fiat S.p.A. e il Gruppo Fiat post Scissione sono esposti

Si evidenziano qui di seguito i fattori di rischio o incertezze che possono condizionare in misura significativa l’attività del Gruppo Fiat post Scissione. Rischi addizionali ed eventi incerti, attualmente non prevedibili o che si ritengono al momento improbabili, potrebbero parimenti influenzare l’attività, le condizioni economiche e finanziarie e le prospettive di Fiat S.p.A. e del Gruppo Fiat post Scissione.

RISCHI CONNESSI ALLE CONDIZIONI GENERALI DELL’ECONOMIA

La situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo è influenzata da vari fattori che compongono il quadro macro-economico - inclusi l’incremento o il decremento del prodotto nazionale lordo, il livello di fiducia dei consumatori e delle imprese, l’andamento dei tassi di interesse per il credito al consumo, il costo delle materie prime, il tasso di disoccupazione - nei vari paesi in cui il Gruppo opera.

Ad esempio, nel 2008 e nella prima parte del 2009 si è verificata una fase di recessione economica globale che ha negativamente influenzato i risultati operativi del Gruppo. Per effetto della debolezza della situazione economica, la domanda per la maggior parte dei prodotti del Gruppo ha segnato una significativa contrazione.
Nel 2010, in Europa la domanda ha risentito, altresì, limitatamente al business delle automobili, del venir meno delle importanti misure precedentemente poste in essere dai principali governi e autorità monetarie. In generale, il Gruppo Fiat opera principalmente in settori storicamente soggetti ad elevata ciclicità, che tendono a riflettere il generale andamento dell’economia, in taluni casi anche ampliandone la portata. A causa delle difficoltà nel prevedere la dimensione e la durata dei cicli economici, non si può fornire alcuna assicurazione
circa gli andamenti futuri della domanda, o dell’offerta, dei prodotti venduti dal Gruppo nei mercati in cui il Gruppo stesso opera.

Inoltre, alcune importanti economie risultano ancora affette da recessione o hanno sperimentato in periodi recenti tassi di crescita bassi o stagnazione economica. Queste ultime o nuove condizioni di recessione in mercati che ne siano appena usciti, possono alla fine influenzare lo sviluppo industriale di molti business,inclusi quelli del Gruppo. Non può esservi certezza che i provvedimenti adottati dai governi e dalle autoritàmonetarie avranno successo nel ristabilire, su basi sostenibili, le condizioni necessarie alla ripresa della crescitaeconomica. Per questi motivi, permane l’incertezza delle previsioni sull’andamento dell’economia globale, come anche è possibile che le economie di alcune nazioni possano incorrere in periodi di crescita lenta o di recessione.

In aggiunta, anche in assenza di una crescita economica lenta o di recessione, altre circostanze economiche – come l’incremento dei prezzi dell’energia, fluttuazioni dei prezzi delle materie prime o una riduzione della spesain infrastrutture – potrebbero avere conseguenze negative sui mercati in cui opera il Gruppo e potrebberoavere, unitamente ai fattori citati in precedenza, un impatto significativo sulle prospettive di business delGruppo, sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI AL FABBISOGNO DI MEZZI FINANZIARI

Il futuro andamento del Gruppo dipenderà, tra l’altro, dalla sua capacità di far fronte ai fabbisogni derivanti dai debiti in scadenza e dagli investimenti previsti attraverso i flussi derivanti dalla gestione operativa, la liquidità disponibile, il rinnovo o il rifinanziamento dei prestiti bancari e l’eventuale ricorso al mercato dei capitali o ad altre fonti di finanziamento. Per quanto il Gruppo abbia posto in essere misure volte ad assicurare che siano mantenuti livelli adeguati di capitale circolante e di liquidità, eventuali contrazioni nei volumi di vendita potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità delle attività operative del Gruppo di generare cassa. Il Gruppo potrebbe pertanto trovarsi nelle condizioni di dover reperire ulteriori finanziamenti e rifinanziamenti deldebito esistente, anche in presenza di condizioni di mercato non favorevoli, con una generale riduzione dellefonti di finanziamento disponibili e costi più elevati. Eventuali difficoltà nel reperire tali finanziamenti potrebbero determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economicie/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI AL RATING

La possibilità di accesso al mercato dei capitali, il finanziamento e i costi ad esso connessi dipendono, tra l’altro, dal merito di credito assegnato al Gruppo. A seguito delle riduzioni del merito di credito operate dalleagenzie di rating nel corso del primo trimestre del 2009, l’attuale rating di Fiat S.p.A. è inferiore all’InvestmentGrade, in particolare: Ba1 con outlook negativo (Moody’s Investors Service Inc.), BB+ con outlook negativo (Standard & Poor’s Rating Services) e BB+ con outlook negativo (Fitch Ratings Ltd.).

Il 23 aprile 2010, in seguito all’annuncio del Progetto di Scissione, Standard & Poor’s ha posto il rating di Fiat S.p.A. in “CreditWatch” con implicazioni negative. Il “Credit Watch” è stato confermato in data 1°ottobre 2010 ed è in corso di definizione da parte dell’agenzia. Il 21 luglio 2010 Moody’s Investors Service ha messo il ratingdi Fiat S.p.A. sotto osservazione per possibile downgrade; la revisione è stata conclusa il 9 febbraio 2011 conla conferma del rating Ba1 con outlook negativo. Fitch Ratings Ltd, invece, ha confermato in data 22 aprile 2010 il suo giudizio di merito sul debito a lungo termine (BB+ con outlook negativo).

Eventuali ulteriori riduzioni del merito di credito da parte delle agenzie di rating potrebbero limitare la possibilità di accesso al mercato dei capitali e incrementare il costo della raccolta con conseguenti effetti negativi sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo.

RISCHI CONNESSI ALLA FLUTTUAZIONE DEI TASSI DI CAMBIO E D’INTERESSE E RISCHIO DI CREDITO

Il Gruppo, che opera su più mercati a livello mondiale, è naturalmente esposto a rischi di mercato connessi alle fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse. L’esposizione ai rischi di cambio è collegata principalmente alladiversa distribuzione geografica delle sue attività produttive e commerciali, che lo porta ad avere flussi esportativi denominati in valute diverse da quelle dell’area di produzione.

Il Gruppo utilizza varie forme di finanziamento finalizzate alla copertura dei fabbisogni delle proprie attività industriali e di finanziamento della clientela finale e della rete di vendita. Peraltro, anche la liquidità delle Attività Industriali è essenzialmente impiegata in strumenti finanziari a breve o a tasso variabile. Le società di Servizi Finanziari perseguono una politica di matching, volta a favorire la compensazione degli impatti delle variazionidei tassi di interesse sugli attivi finanziati e sui debiti. Ciononostante, variazioni nei livelli dei tassi d’interesse possono comportare incrementi o riduzioni nei ricavi, nel costo dei finanziamenti o nei margini.

Coerentemente con le proprie politiche di gestione del rischio, il Gruppo cerca di fare fronte ai rischi relativi alle oscillazioni dei tassi di cambio e dei tassi di interesse attraverso il ricorso a strumenti finanziari di copertura.
Nonostante tali operazioni di copertura finanziaria, repentine fluttuazioni dei tassi di cambio e di interesse potrebbero avere un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

Le Attività di Servizi Finanziari del Gruppo comportano anche rischi relativi all’insolvenza dei concessionari e dei clienti finali ed alle difficoltà delle economie in cui queste attività vengono svolte, rischi che il Gruppo cerca di minimizzare attraverso politiche di selezione del merito di credito dei suoi clienti e concessionari.

RISCHI CONNESSI ALLA POLITICA DI ALLEANZE INDUSTRIALI MIRATE

Il Gruppo in passato ha intrapreso, e potrà intraprendere in futuro, importanti operazioni societarie come fusioni, acquisizioni, joint venture e ristrutturazioni, il cui successo è difficilmente prevedibile. In particolare, nonostante il Gruppo Fiat detenga oggi una quota del 25% in Chrysler Group LLC e firmato accordi al fine di creare un’alleanza strategica globale, non ci sono certezze circa il fatto che tale alleanza possa operare secondo le modalità previste o produrre i benefici attesi.

Non ci sono certezze circa il fatto che il Gruppo Fiat post Scissione sia in grado di realizzare sinergie, riduzioni di costi, ampliamento dell’offerta di prodotti o altri benefici attesi dall’alleanza strategica con Chrysler Group LLC o da qualunque altra operazione.

L’insuccesso di una qualunque alleanza strategica significativa, joint venture o operazione simile potrebbe determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo Fiat post Scissione, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI AI RAPPORTI CON I DIPENDENTI ED I FORNITORI

In diversi paesi in cui il Gruppo opera, i dipendenti del Gruppo sono protetti da varie leggi e/o contratti collettivi di lavoro che garantiscono loro, tramite rappresentanze locali e nazionali, il diritto di essere consultati riguardo a specifiche questioni, ivi inclusi il ridimensionamento o la chiusura di reparti e la riduzione dell’organico.
Tali leggi e/o contratti collettivi di lavoro applicabili al Gruppo potrebbero influire sulla flessibilità del Gruppo stesso nel ridefinire e/o riposizionare strategicamente le proprie attività. La capacità del Gruppo di operare eventuali riduzioni di personale o altre misure di interruzione, anche temporanea, del rapporto di lavoro è condizionata da autorizzazioni governative e dal consenso dei sindacati. Le proteste sindacali da parte dei lavoratori dipendenti potrebbero avere effetti negativi sul business dell’azienda.

Inoltre, il Gruppo acquista materie prime e componenti da un ampio numero di fornitori e dipende dai servizi e dai prodotti fornitigli da altre aziende esterne al Gruppo. Alcune di tali imprese sono anche altamente sindacalizzate. Una stretta collaborazione tra il produttore ed i fornitori è usuale nei settori in cui il Gruppo opera e, se da un lato può portare benefici economici in termini di riduzione dei costi, dall’altro fa sì che il Gruppo debba fare affidamento su detti fornitori con la conseguente possibilità che difficoltà dei fornitori (siano esse originate da fattori esogeni o endogeni), anche di natura finanziaria, possano ripercuotersi in maniera
significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI AL MANAGEMENT

Il successo del Gruppo dipende in larga parte dall’abilità dei propri amministratori esecutivi e degli altri componenti del management di gestire efficacemente il Gruppo e le singole aree di business. La perdita delle prestazioni di un amministratore esecutivo, senior manager o altre risorse chiave senza un’adeguata sostituzione, nonché l’incapacità di attrarre e trattenere risorse nuove e qualificate, potrebbe pertanto avere effetti negativi sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui risultati economici e/o sulla sua  situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI ALL’ALTA COMPETITIVITÀ NEI SETTORI IN CUI IL GRUPPO OPERA

Sostanzialmente tutti i ricavi del Gruppo sono generati nell’industria automobilistica, che è altamente concorrenziale e comprende il settore della produzione e distribuzione di automobili nonché dei relativi componenti e sistemi di produzione. Il Gruppo concorre in Europa ed America Latina con altri gruppi di rilievo internazionale nella produzione e distribuzione di automobili e nella fornitura dei relativi componenti. Tali mercati sono altamente concorrenziali in termini di qualità dei prodotti, di innovazione, di condizioni economiche, di risparmio dei consumi, di affidabilità e sicurezza, di assistenza ai clienti e di servizi finanziari offerti.

Nel corso degli ultimi anni, la competitività – in particolare in termini di prezzo – è aumentata significativamente nel settore in cui il Gruppo opera. Inoltre, anche a causa della recente contrazione della domanda di veicoli, la capacità produttiva mondiale nell’industria dell’auto supera abbondantemente la domanda. Questa sovraccapacità produttiva, combinata ad un’elevata concorrenza ed alle deboli condizioni delle maggiori economie mondiali, potrebbe aumentare la tensione sui prezzi dei veicoli.

Qualora il Gruppo non fosse in grado di fronteggiare efficacemente il contesto esterno di riferimento, si potrebbe determinare un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI ALLA CONCENTRAZIONE DELLE ATTIVITÀ DEL GRUPPO FIAT POST SCISSIONE NEL SETTORE DELLE AUTOMOBILI E DEI RELATIVI COMPONENTI

Per effetto della Scissione, Fiat S.p.A. ha assegnato a Fiat Industrial S.p.A. le partecipazioni in società attive nei settori delle Macchine per l’Agricoltura e le Costruzioni, dei Veicoli Industriali e dei motori e trasmissioni “Industrial & Marine” di FPT Powertrain Technologies. Conseguentemente Fiat S.p.A. ha mantenuto come principali attività quelle relative ai business delle Automobili e dei relativi componenti e sistemi di produzione, che includono Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati, Magneti Marelli, Teksid e Comau, nonché il business dei motori e trasmissioni “Passenger & Commercial Vehicles” di FPT Powertrain Technologies. Rispetto alla
connotazione che ha avuto il Gruppo Fiat fino al 31 dicembre 2010, i risultati economici futuri del Gruppo Fiat post Scissione rifletteranno, pertanto, il solo andamento economico di tali attività.

Nel business delle Automobili le vendite al cliente finale sono cicliche e variano in funzione delle condizioni generali dell’economia, della propensione al consumo del cliente finale, della capacità dei clienti di ottenere finanziamenti e dell’eventuale messa a disposizione di misure di sostegno da parte dei governi locali. Inoltre, il settore è soggetto ad un costante rinnovo della gamma di modelli attraverso nuovi lanci sul mercato. Un andamento sfavorevole del business delle Automobili potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo Fiat post Scissione, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI RELATIVI ALLE VENDITE SUI MERCATI INTERNAZIONALI E ALL’ESPOSIZIONE A CONDIZIONI LOCALI MUTEVOLI

Una parte significativa delle attività produttive e delle vendite del Gruppo hanno luogo al di fuori dell’Italia ed il Gruppo si attende che una parte crescente dei propri ricavi verrà generata da vendite in paesi al di fuori dell’Italia e, più in generale, al di fuori dell’Unione Europea. Il Gruppo è esposto ai rischi inerenti l’operare su scala globale, inclusi quelli relativi:

  • all’esposizione a condizioni economiche e politiche locali;
  • all’attuazione di politiche restrittive delle importazioni e/o esportazioni;
  • alla sottoposizione a molteplici regimi fiscali, in particolare in tema di transfer pricing e di applicazione di
    ritenute o altre imposte su rimesse e altri pagamenti a favore di, o da parte di, società controllate;
  • all’introduzione di politiche limitative o restrittive degli investimenti stranieri e/o del commercio, nonchépolitiche di controllo dei tassi di cambio e relative restrizioni al rimpatrio dei capitali; e/o
  • all’introduzione di leggi o regolamenti più restrittivi.

Il verificarsi di sviluppi sfavorevoli in tali aree (che potrebbero anche essere differenti a seconda dei paesi in cui il Gruppo opera) potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI ALLA POLITICA AMBIENTALE ED AGLI INTERVENTI GOVERNATIVI IN GENERE

I prodotti e le attività del Gruppo sono soggetti a molteplici norme e regolamenti (locali, nazionali e sovranazionali) in materia ambientale, e tale regolamentazione è oggetto di revisione in senso restrittivo in molti ambiti geografici in cui il Gruppo opera (ciò avviene in particolare nell’Unione Europea). Tale normativa riguarda, tra l’altro, sia i prodotti, con la previsione di norme sempre più severe in materia di emissione di gas inquinanti nell’atmosfera, riduzione dei consumi di combustibili e sicurezza, sia gli stabilimenti, interessati dalla normativa in materia di emissioni in atmosfera, smaltimento dei rifiuti, smaltimento delle acque e divieto di contaminazione dei terreni. Per adeguarsi a tali norme e regolamenti, il Gruppo impiega ingenti risorse e prevede di dover continuare a sostenere costi elevati in futuro.

Inoltre, gli interventi dei Governi diretti a stimolare la domanda dei consumatori per i prodotti del Gruppo, sotto forma di cambiamenti di regimi fiscali o di concessione di incentivi per l’acquisto di nuovi veicoli, possono condizionare in maniera significativa, sia a livello temporale che quantitativo, i ricavi del Gruppo. Tali interventi governativi non sono prevedibili (né in termini di dimensioni né di durata) e vanno al di là della sfera di competenza del Gruppo; ogni mutamento sfavorevole nell’indirizzo degli interventi governativi potrebbe incidere in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI CONNESSI ALLA CAPACITÀ DI OFFRIRE PRODOTTI INNOVATIVI

Il successo delle attività del Gruppo dipenderà dalla capacità di mantenere o incrementare le quote sui mercati in cui attualmente opera e/o di espandersi in nuovi mercati attraverso prodotti innovativi e di elevato standard qualitativo che garantiscano adeguati livelli di redditività. In particolare, qualora il Gruppo non fosse in grado di sviluppare e offrire prodotti innovativi e competitivi rispetto a quelli dei principali concorrenti in termini, tra l’altro, di prezzo, qualità, funzionalità, o qualora vi fossero dei ritardi nell’uscita sul mercato di modelli strategici per il business del Gruppo, le quote di mercato del Gruppo potrebbero ridursi con un impatto negativo sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

RISCHI LEGATI ALLA PRESENZA DEL GRUPPO IN MERCATI EMERGENTI

Il Gruppo opera in diversi paesi emergenti, sia direttamente (come in Brasile e Argentina), sia tramite joint venture ed altri accordi di cooperazione (come in Turchia, India, Cina e Russia). L’esposizione del Gruppo all’andamento di questi paesi è aumentata nel recente passato, come anche il numero e l’importanza di queste joint venture e accordi di cooperazione. Il verificarsi di sviluppi politici o economici sfavorevoli in tali aree, ivi incluse crisi economiche o instabilità politica, hanno inciso e potrebbero incidere in futuro in maniera significativamente negativa sulle prospettive di business del Gruppo, nonché sui suoi risultati economici e/o sulla sua situazione finanziaria.

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