19. Patrimonio netto

Il Patrimonio netto al 31 dicembre 2010 ammonta a 12.704.460 migliaia di euro, in aumento di 217.613 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009 a seguito principalmente del risultato netto positivo dell’esercizio pari a 441.959 migliaia di euro ed al netto della diminuzione legata alla distribuzione di dividendi per 237.119 migliaia di euro (0,17 euro a ciascuna azione ordinaria, 0,31 euro a ciascuna azione privilegiata e 0,325 euro a ciascuna azione di risparmio).

 

Capitale sociale
Al 31 dicembre 2010 il Capitale sociale, interamente versato, ammonta a 6.377.263 migliaia di euro ed è così composto:

(n° azioni)    Al 31 dicembre 2010    Al 31 dicembre 2009  
Azioni emesse interamente versate        
Azioni ordinarie   1.092.247.485 1.092.247.485
Azioni privilegiate   103.292.310 103.292.310
Azioni di risparmio   79.912.800 79.912.800
Totale azioni emesse   1.275.452.595 1.275.452.595

 

Vengono di seguito descritte le caratteristiche del Capitale sociale di Fiat S.p.A. sino al 31 dicembre 2010 (ultimo giorno prima della data di efficacia della Scissione di Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial S.p.A.): a seguito della Scissione, infatti, alcune di tale caratteristiche sono variate, come descritto nel successivo paragrafo “Effetti della Scissione sul Capitale sociale e sulle Riserve”.

 

Sino al 31 dicembre 2010 le azioni emesse avevano tutte valore nominale di 5 euro cadauna e prevedevano diversi diritti e privilegi a seconda delle categorie.

 

Ogni azione attribuisce il diritto ad una parte proporzionale degli utili di cui sia deliberata la distribuzione e del patrimonio netto risultante dalla liquidazione, salvi i diritti stabiliti a favore delle azioni privilegiate e di risparmio, come di seguito descritto.

 

Ogni azione ordinaria attribuisce invece, il diritto di voto senza limitazione alcuna. Ogni azione privilegiata attribuisce il diritto di voto limitatamente alle materie di competenza dell’Assemblea straordinaria e quando si deve deliberare in merito al Regolamento dell’Assemblea. Le azioni di risparmio sono prive del diritto di voto.

 

Sino alla data in cui sarà deliberata la distribuzione del risultato d’esercizio 2010, gli utili netti risultanti dal bilancio annuale di Fiat S.p.A. devono essere così destinati:

  • alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
  • alle azioni di risparmio fino a concorrenza di euro 0,31 per azione;
  • ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo eventuali assegnazioni deliberate dall’Assemblea;
  • alle azioni privilegiate fino a concorrenza di euro 0,31 per azione;
  • alle azioni ordinarie fino a concorrenza di euro 0,155 per azione;
  • alle azioni di risparmio e ordinarie in egual misura una ulteriore quota fino a concorrenza di euro 0,155 per azione;
  • a ciascuna delle azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio in egual misura, gli utili che residuano di cui l’Assemblea deliberi la distribuzione.

 

Quando in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio un dividendo inferiore a 0,31 euro, la differenza è computata in aumento del dividendo privilegiato loro spettante nei due esercizi successivi.

 

In caso di esclusione dalle negoziazioni di borsa le azioni di risparmio, se al portatore, sono trasformate in azioni nominative ed hanno il diritto di percepire un dividendo maggiorato di 0,175 euro, anziché di 0,155 euro, rispetto al dividendo percepito dalle azioni ordinarie e privilegiate.

 

In caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie, la maggiorazione del dividendo spettante alle azioni di risparmio, rispetto al dividendo percepito dalle azioni ordinarie e privilegiate, è aumentata a 0,2 euro per azione.

 

In caso di liquidazione, il patrimonio sociale è ripartito, in ordine di priorità, alle azioni di risparmio fino a concorrenza del loro valore nominale, alle azioni privilegiate fino a concorrenza del loro valore nominale, alle azioni ordinarie fino a concorrenza del loro valore nominale; l’eventuale residuo è ripartito in egual misura alle azioni delle tre categorie.

 

La seguente tabella mostra la riconciliazione tra il numero delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2008 ed il numero delle azioni in circolazione al 31 dicembre 2010:

 

(numero di azioni in migliaia)
 Al
31 dicembre 2008
 Aumento
di capitale
 (Acquisti)/
Vendite di
azioni proprie
 Al
31 dicembre 2009
 Aumento di capitale
 (Acquisti)/
Vendite di
azioni proprie
 Al
31 dicembre 2010
Azioni ordinarie emesse   1.092.247  -   -  1.092.247  -   -  1.092.247
Meno: Azioni proprie   (38.568)  -   -  (38.568)  -   -  (38.568)
Azioni ordinarie in circolazione   1.053.679  -   -  1.053.679  -   -  1.053.679
Azioni privilegiate emesse   103.292  -   -  103.292  -   -  103.292
Meno: Azioni proprie    -   -   -   -   -   -   - 
Azioni privilegiate in circolazione   103.292  -   -  103.292  -   -  103.292
Azioni di risparmio emesse   79.913  -   -  79.913  -   -  79.913
Meno: Azioni proprie    -   -   -   -   -   -   - 
Azioni di risparmio in circolazione   79.913  -   -  79.913  -   -  79.913
Totale Azioni emesse da Fiat S.p.A.   1.275.452  -   -  (1.275.452)  -   -  (1.275.452)
Meno: Azioni proprie   (38.568)  -   -   (38.568)   -   -   (38.568)
Totale Azioni Fiat S.p.A. in circolazione   1.236.884  -   -  1.236.884  -   -  1.236.884

Riguardo al capitale sociale e alle riserve delle società per azioni la normativa italiana stabilisce che:

 

  • Il capitale sociale della società non può avere valore inferiore a 120.000 euro.
  • Ogni variazione dell’importo del capitale sociale deve essere deliberata dall’Assemblea, la quale può attribuire delega al Consiglio, per un periodo massimo di cinque anni, ad aumentare il capitale fino ad un ammontare determinato; l’organo assembleare ha inoltre l’obbligo di adottare gli opportuni provvedimenti quando risulta che il capitale sociale è diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite accertate, nonché di procedere alla riduzione del capitale sociale se entro l’esercizio successivo detta perdita non risulta diminuita a meno di un terzo. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al di sotto del minimo legale sopra citato, l’Assemblea deve deliberare sia la riduzione del capitale che il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società.
  • La partecipazione agli utili spettanti a ciascuna categoria di azioni di Fiat S.p.A. è determinata dallo statuto.
  • La riserva soprapprezzo azioni viene costituita se la società emette azioni ad un prezzo superiore al loro valore nominale e non può essere distribuita fino a che la riserva legale non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale.
  • Per quanto riguarda le azioni proprie, la società non può acquistare azioni proprie se non nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio regolarmente approvato. L’acquisto deve essere autorizzato dall’Assemblea e in nessun caso il valore nominale delle azioni acquistate può eccedere la quinta parte del capitale sociale.

 

Con riferimento al Capitale sociale si ricorda, inoltre, che il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 3 novembre 2006, ha esercitato la delega ex art. 2443 del Codice Civile per l’aumento di capitale, riservato a dipendenti della società e/o di società controllate nel limite dell’1% del capitale sociale ovvero di massimi 50 milioni di euro mediante emissione di massime n. 10 milioni di azioni ordinarie da nominali euro 5 cadauna, corrispondenti allo 0,78% del capitale sociale e allo 0,92% del capitale ordinario, al prezzo di 13,37 euro per azione, al servizio del piano di stock option a dipendenti descritto nel successivo paragrafo. Tale aumento di capitale avrà esecuzione subordinatamente al verificarsi delle condizioni del piano.

 

Nel corso del 2010 Fiat ha ribadito la policy in base alla quale intende distribuire ai propri azionisti, su una base rolling su tre anni, un dividendo complessivo pari al 25% degli utili consolidati conseguiti con un pagamento annuo minimo di 150 milioni di euro. Completata l’operazione di Scissione, il 27 gennaio 2011 Fiat ha dichiarato che per il 2011 stesso, anno di transizione, la politica dei dividendi è prevista invariata, con un pagamento atteso del 25% dell’utile consolidato 2011 sia per Fiat post Scissione, sia per Fiat Industrial, con un minimo di 50 milioni di euro per la prima e di 100 milioni di euro per la seconda; nel corso del 2011 i rispettivi Consigli di Amministrazione articoleranno una politica dei dividendi per gli anni successivi.

 

Per il 2010, il Consiglio di Amministrazione propone all’Assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo complessivo di 155,1 milioni di euro (151,6 milioni di euro escludendo le azioni proprie detenute da Fiat S.p.A. alla data del presente bilancio d’esercizio). La proposta di distribuzione del dividendo è così articolata:

  • 0,09 euro per azione ordinaria;
  • 0,31 euro per azione privilegiata;
  • 0,31 euro per azione di risparmio.

 

Gli obiettivi identificati da Fiat nella gestione del capitale sono la creazione di valore per la generalità degli azionisti, la salvaguardia della continuità aziendale ed il supporto allo sviluppo del Gruppo. Fiat intende pertanto mantenere un adeguato livello di capitalizzazione, che permetta nel contempo di realizzare un soddisfacente ritorno economico per gli azionisti e di garantire l’economica accessibilità a fonti esterne di finanziamento, anche attraverso il conseguimento di un rating adeguato.

 

Fiat monitora costantemente l’evoluzione del livello di indebitamento in rapporto al patrimonio netto ed in particolare il livello di indebitamento netto e la generazione di cassa delle attività industriali.

 

Al fine di raggiungere gli obiettivi sopra riportati, Fiat persegue il costante miglioramento della redditività dei business nei quali opera. Inoltre, in linea generale, può vendere parte delle proprie attività per ridurre l’ammontare dei debiti mentre il Consiglio di Amministrazione può proporre all’Assemblea degli azionisti la riduzione o l’aumento del capitale sociale oppure, ove consentito dalla legge, la distribuzione di riserve. In tale contesto la Fiat S.p.A. realizza anche acquisti di azioni proprie, sempre nei limiti autorizzati dall’Assemblea degli azionisti, seguendo le stesse logiche di creazione di valore, compatibilmente con gli obiettivi di equilibrio finanziario e di miglioramento del rating.

 

Per capitale si intende sia il valore apportato dagli azionisti (capitale sociale e riserva sovrapprezzo, al netto del valore delle azioni proprie, complessivamente pari a 7.261.595 migliaia di euro al 31 dicembre 2010, invariato rispetto al 31 dicembre 2009), sia il valore generato dalla Fiat S.p.A in termini di risultati conseguiti dalla gestione (utili a nuovo ed altre riserve, al lordo del risultato dell’esercizio, complessivamente pari a 5.444.893 migliaia di euro al 31 dicembre 2010 e 5.222.812 migliaia di euro al 31 dicembre 2009, esclusi gli utili e perdite iscritti direttamente a Patrimonio netto).

 

Riserva da soprapprezzo azioni

Al 31 dicembre 2010 ammonta a 1.540.885 migliaia di euro e risulta invariata rispetto al 31 dicembre 2009.

 

Riserva legale

Al 31 dicembre 2010 ammonta a 716.458 migliaia di euro, con una variazione in aumento di 16.998 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009 a seguito della destinazione della quota dell’utile dell’esercizio precedente, come deliberato dall’Assemblea degli azionisti del 26 marzo 2010.

 

Riserva disponibile per acquisto azioni proprie

Tale riserva è stata costituita mediante prelievo dalla riserva “Utili (perdite) a nuovo”, a seguito delle delibere dell’Assemblea degli azionisti che hanno autorizzato l’acquisto di azioni proprie. In particolare gli acquisti di azioni proprie sono stati eseguiti a valere su un programma (il “Programma”) autorizzato dall’Assemblea degli azionisti del 5 aprile 2007 e rinnovato dalle Assemblee degli azionisti del 31 marzo 2008 e del 27 marzo 2009, che prevedeva l’acquisto di azioni proprie sui mercati regolamentati secondo i seguenti termini:

  • il Programma avrebbe avuto termine il 27 settembre 2010 o comunque al raggiungimento del controvalore massimo di 1,8 miliardi di euro, comprensivo delle azioni Fiat già detenute dalla società, o di un numero di azioni pari al 10% del capitale sociale;
  • il prezzo massimo di acquisto non avrebbe potuto essere superiore del 10% al prezzo di riferimento rilevato in Borsa il giorno precedente all’acquisto effettuato;
  • il numero massimo di azioni acquistate giornalmente non avrebbe potuto essere superiore al 20% del totale degli scambi giornalieri di ciascuna categoria.

Ancorché il programma di acquisto azioni proprie sia stato sospeso, al fine di mantenere la necessaria flessibilità operativa su un adeguato orizzonte temporale, l’Assemblea del 26 marzo 2010 ha rinnovato l’autorizzazione all’acquisto ed alla disponibilità di azioni proprie anche attraverso società controllate, per il periodo di diciotto mesi, revocando contestualmente, per la parte non ancora eseguita alla data, l’analoga delibera assunta in data 27 marzo 2009.

 

L’autorizzazione riguardava un numero massimo di azioni delle tre categorie tale da non eccedere il 10% del capitale sociale ed il controvalore massimo di 1,8 miliardi di euro, tenuto conto delle azioni Fiat già detenute dalla società per 656,6 milioni di euro.

 

In data 16 settembre 2010 l’Assemblea straordinaria degli azionisti di Fiat S.p.A. anche al fine di tenere conto della proposta di riduzione del valore nominale unitario delle azioni di Fiat S.p.A. da 5 euro per azione a 3,5 euro per azione conseguente alla Scissione, ha approvato la limitazione dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie ad un controvalore massimo di 1,2 miliardi di euro, fermo restando il numero massimo di azioni, delle tre categorie, non eccedente il 10% del capitale sociale e quant’altro deliberato al riguardo dalla precedente Assemblea degli azionisti del 26 marzo 2010.

 

Al 31 dicembre 2010 la Riserva disponibile per acquisto azioni proprie ammonta a 543.447 migliaia di euro con una variazione in diminuzione di 599.293 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009 conseguente:

  • alla delibera dall’Assemblea degli azionisti del 26 marzo 2010 che, come precedentemente ricordato, ha revocato per la parte non ancora eseguita alla data la precedente autorizzazione all’acquisto di azioni proprie e nel contempo ha rinnovato l’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie, sempre per il controvalore massimo di 1,8 miliardi di euro comprensivo delle riserve già vincolate per 656,6 milioni di euro per azioni proprie in portafoglio alla data, riconfermando pertanto il valore della riserva disponibile per acquisto azioni proprie di 1.142.740 migliaia di euro, già in essere al 31 dicembre 2009 e rimasta invariata;
  • alla delibera dell’Assemblea degli azionisti del 16 settembre 2010 che ha approvato la limitazione dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie al controvalore massimo di 1,2 miliardi di euro, con conseguente riduzione della riserva disponibile per acquisto azioni proprie per 599.293 migliaia di euro e contestuale trasferimento alla riserva “Utili (perdite) portati a nuovo”.

 

Ribadendo che il programma di acquisto di azioni proprie è stato sospeso, il Consiglio di Amministrazione, tenuto conto che l’attuale autorizzazione scadrà il 26 settembre 2011, allo scopo di mantenere la necessaria flessibilità operativa su un adeguato orizzonte temporale proporrà all’Assemblea degli azionisti il rinnovo dell’autorizzazione all’acquisto, per la durata di diciotto mesi, di un numero massimo di azioni proprie delle tre categorie tale da non eccedere il limite di legge sul capitale sociale ed il controvalore massimo di 1,2 miliardi di euro, comprensivo della riserva già vincolata a fronte delle azioni proprie in portafoglio che, dopo aver rilevato gli effetti della Scissione di seguito descritti, ammonta ad oggi a 289 milioni di euro. La proposta, qualora approvata, non comporterà ovviamente alcun obbligo di acquisto.

 

Al 18 febbraio 2011, le azioni ordinarie acquisite dall’inizio del Programma sono pari a 37,27 milioni, per un investimento complessivo di 665 milioni di euro.

 

Riserva per azioni proprie in portafoglio

Al 31 dicembre 2010 ammonta a 656.553 migliaia di euro e risulta invariata rispetto al 31 dicembre 2009.

 

Tale riserva trae origine dai vincoli di legge (art. 2357 ter C.C.) e le sue variazioni sono la risultante degli incrementi per trasferimento dalla “Riserva disponibile per acquisto azioni proprie”, in relazione alle azioni proprie acquistate, al netto dei decrementi per le azioni proprie vendute.

 

Utili (perdite) portati a nuovo

Al 31 dicembre 2010 gli utili a nuovo ammontano a 2.884.134 migliaia di euro, con una variazione in aumento di 685.140 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009 conseguente:

  • alla destinazione del residuo dell’utile dell’esercizio precedente, per 85.847 migliaia di euro come utili portati a nuovo, come deliberato dall’Assemblea degli azionisti del 26 marzo 2010, dopo la destinazione della quota alla Riserva legale e l’avvenuta distribuzione dei dividendi;
  • al trasferimento dalla “Riserva disponibile per acquisto azioni proprie” per 599.293 migliaia di euro, a seguito della limitazione dell’importo dell’autorizzazione all’acquisto di azioni proprie, deliberata dall’Assemblea degli azionisti del 16 settembre 2010 precedentemente indicata.

 

Utili (perdite) iscritti direttamente a patrimonio netto

Tale riserva accoglie gli utili e le perdite iscritti direttamente a patrimonio netto ed in particolare quelli derivanti dall’adeguamento a fair value delle partecipazioni in altre imprese, così come descritto in precedenza (vedasi Nota 11).

 

Al 31 dicembre 2010 tale riserva è negativa ed ammonta a 2.028 migliaia di euro con una variazione in diminuzione di 4.468 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009 per adeguamento a fair value a tale data delle partecipazioni in Fin. Priv. S.r.l. e in Assicurazioni Generali S.p.A.

 

Riserva per stock option

Al 31 dicembre 2010 ammonta a 112.513 migliaia di euro, con una variazione in aumento di 17.241 migliaia di euro rispetto al 31 dicembre 2009, in contropartita all’onere rilevato a conto economico nel 2010 per i piani di stock option e stock grant con sottostante azioni Fiat S.p.A. relativi all’Amministratore Delegato (vedasi Nota 6).

 

Altre riserve

Al 31 dicembre 2010 ammontano a 89.829 migliaia di euro e risultano invariate rispetto al 31 dicembre 2009. In particolare sono rappresentate da:

  • Riserva legge 413/1991: ammonta a 22.591 migliaia di euro e corrisponde al valore della rivalutazione obbligatoria degli immobili (al netto della relativa imposta sostitutiva) effettuata in base alla legge n. 413 del 30 dicembre 1991, accreditato a specifica riserva ai sensi della citata legge.
  • Riserva straordinaria: ammonta a 28.044 migliaia di euro e corrisponde al valore determinato dall’Assemblea degli azionisti dell’11 maggio 2004.
  • Riserva avanzo da scissione: ammonta a 39.194 migliaia di euro ed accoglie l’avanzo emergente dall’operazione di Scissione parziale della controllata Fiat Partecipazioni S.p.A. a favore della controllante Fiat S.p.A., avvenuta in data 29 dicembre 2008.

 

Effetti della Scissione sul Capitale sociale e sulle Riserve

Per effetto della Scissione, dal 1° gennaio 2011 il patrimonio netto della società scissa Fiat S.p.A. è proporzionalmente ridotto per l’importo di 3.750.346 migliaia di euro, mediante imputazione del relativo ammontare per 1.913.179 migliaia di euro a decremento del Capitale sociale e per 1.837.167 migliaia di euro a decremento delle riserve. In particolare:

  • il Capitale sociale si riduce a 4.464.084 migliaia di euro, con una variazione in diminuzione di 1.913.179 migliaia di euro;
  • la Riserva legale si riduce a 501.521 migliaia di euro, con una variazione in diminuzione di 214.937 migliaia di euro;
  • la Riserva da soprapprezzo si riduce a 1.078.619 migliaia di euro, con una variazione in diminuzione di 462.266 migliaia di euro;
  • la Riserva Utili (perdite) portati a nuovo si riduce a 1.724.170 migliaia di euro, con una variazione in diminuzione di 1.159.964 migliaia di euro.

 

La riduzione del Capitale sociale determinata dalla Scissione non comporta l’annullamento di azioni della società scissa Fiat S.p.A., bensì la riduzione del valore nominale unitario delle azioni di tutte le categorie da 5 euro a 3,5 euro.

 

La riduzione di 1,5 euro del valore nominale unitario delle azioni della società scissa Fiat S.p.A. (corrispondente alla proporzionale riduzione patrimoniale oggetto di assegnazione), è conseguenza dell’emissione senza corrispettivo nel rapporto di 1 a 1 delle nuove azioni della società beneficiaria Fiat Industrial S.p.A., le quali hanno valore nominale unitario pari a 1,5 euro con prerogative giuridiche identiche a quelle spettanti, rispettivamente, a ciascuna categoria di azioni della società scissa Fiat S.p.A.

 

I privilegi spettanti alle diverse categorie di azioni della società scissa Fiat S.p.A. in sede di destinazione dell’utile di esercizio risultano proporzionalmente assegnati anche alle corrispondenti categorie di azioni della società beneficiaria Fiat Industrial S.p.A., al fine di mantenere invariate le priorità e la misura percentuale rispetto al valore nominale.

 

A seguito delle modifiche statutarie, dal giorno successivo a quello in cui verrà deliberata la destinazione del risultato d’esercizio 2010, rispetto a quanto precedentemente illustrato, gli utili netti risultanti dal bilancio annuale di Fiat S.p.A., saranno così destinati:

  • alla riserva legale il 5% fino a che questa non abbia raggiunto il quinto del capitale sociale;
  • alle azioni di risparmio fino a concorrenza di euro 0,217 per azione;
  • ad ulteriore accantonamento a riserva legale, alla riserva straordinaria e/o ad utili portati a nuovo eventuali assegnazioni deliberate dall’Assemblea;
  • alle azioni privilegiate fino a concorrenza di euro 0,217 per azione;
  • alle azioni ordinarie fino a concorrenza di euro 0,1085 per azione;
  • alle azioni di risparmio e ordinarie in egual misura una ulteriore quota fino a concorrenza di euro 0,1085 per azione;
  • a ciascuna delle azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio in egual misura, gli utili che residuano di cui l’Assemblea deliberi la distribuzione.

 

Quando in un esercizio sia stato assegnato alle azioni di risparmio un dividendo inferiore a 0,217 euro, la differenza verrà computata in aumento del dividendo privilegiato loro spettante nei due esercizi successivi.

 

In caso di esclusione dalle negoziazioni di borsa le azioni di risparmio, se al portatore, sono trasformate in azioni nominative ed hanno il diritto di percepire un dividendo maggiorato di 0,1225 euro, anziché di 0,1085 euro, rispetto al dividendo percepito dalle azioni ordinarie e privilegiate.

 

In caso di esclusione dalle negoziazioni delle azioni ordinarie, la maggiorazione del dividendo spettante alle azioni di risparmio, rispetto al dividendo percepito dalle azioni ordinarie e privilegiate, è aumentata a 0,140 euro per azione.

 

Infine, con riferimento al Capitale sociale ed alle deliberazioni assunte dal Consiglio di Amministrazione in data 3 novembre 2006, precedentemente ricordate, in tema di aumento riservato a dipendenti della società e/o di società controllate sulla base del relativo piano di incentivazione, a seguito della Scissione il Capitale sociale potrà aumentare per massimi 35 milioni di euro mediante emissione di massime n.10 milioni di azioni ordinarie da nominali euro 3,5 cadauna.

 

Azioni proprie

 Al 31 dicembre 2010 il valore contabile ammonta a 656.553 migliaia di euro e si riferisce a n. 38.568.458 azioni ordinarie (costo unitario medio di 17,023 euro) pari al 3,02% del capitale sociale, per un valore nominale complessivo di 192.842 migliaia di euro. I valori risultano invariati rispetto al 31 dicembre 2009 non essendo avvenuti acquisti o vendite di azioni proprie nel corso del 2010.

 

Con riferimento alle variazioni intervenute nell’anno precedente, si ricorda anche nel corso del 2009 non erano avvenuti acquisti o vendite di azioni proprie.

 

A seguito della Scissione, in data 1° gennaio 2011 sono state assegnate a Fiat S.p.A. n. 38.568.458 azioni ordinarie emesse da Fiat Industrial S.p.A. e corrispondenti alle azioni proprie in portafoglio. La quota parte della voce di patrimono netto “Azioni proprie” attribuibile alle azioni Fiat Industrial S.p.A., pari a circa 368 milioni di euro, sarà quindi riclassificata all’attivo patrimoniale e valutata a fair value iniziale, con contropartita sulle sole riserve di patrimonio netto, senza rilevare quindi alcun effetto sul risultato dell’esercizio 2011. Come ulteriore conseguenza la Riserva per azioni proprie in portafoglio sarà ridotta per circa 368 milioni di euro con pari incremento della riserva “Utili (perdite) portati a nuovo”. Come di seguito descritto con riferimento alle Modifiche dei piani di stock option e di stock grant conseguenti alla Scissione, di tali azioni Fiat Industrial S.p.A. n. 23.021.250 sono destinate al servizio dei piani di stock option maturati e dei piani di stock grant.

 

Pagamenti basati su azioni

 Al 31 dicembre 2010 e al 31 dicembre 2009 Fiat S.p.A. ha in essere diversi piani di pagamento basati su azioni spettanti ai manager delle società del Gruppo e all’Amministratore Delegato di Fiat S.p.A.

 

Piani di Stock Option con sottostante azioni ordinarie Fiat S.p.A.

 I piani emessi fino al 2002 dal Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. al 31 dicembre 2010 sono interamente decaduti. Tali piani avevano le seguenti caratteristiche contrattuali:

Piano
Soggetti
assegnatari  
Data
di assegnazione  
Expiry date   Strike price (euro)   N° opzioni assegnate   Vesting date   Percentuale
conferimento  
Stock Option
Maggio 2002 (decaduto)
Ex Presidente C.d.A.
 14 maggio 2002
 1° gennaio 2010
12,699 1.000.000  1° gennaio 2005
100%
 Stock Option
Settembre 2002 (decaduto)
 Manager
 12 settembre 2002
 12 settembre 2010
10,397 6.100.000  12 settembre 2003 25%
             13 settembre 2004 25%
             14 settembre 2005 25%
             15 settembre 2006 25%

 

In data 26 luglio 2004 il Consiglio di Amministrazione aveva concesso al Dr. Marchionne, quale componente del compenso variabile per la carica di Amministratore Delegato, opzioni per l’acquisto di n. 10.670.000 azioni ordinarie Fiat S.p.A. al prezzo di 6,583 euro per azione, esercitabili dal 1° giugno 2008 al 1° gennaio 2011. In ognuno dei primi tre anni seguenti la data di assegnazione il Dr. Marchionne aveva maturato il diritto di acquistare, dal 1° giugno 2008, una quota annua massima di n. 2.370.000 azioni. A partire dal 1° giugno 2008 egli aveva diritto di esercitare, con effetto a tale data, la parte residuale delle opzioni spettanti, pari a n. 3.560.000 azioni, avendo raggiunto i prestabiliti obiettivi di redditività nel periodo di riferimento. L’Assemblea del 27 marzo 2009, ritenendo interesse prioritario per il Gruppo modificare il suddetto piano al fine di ripristinarne la capacità di fidelizzazione, ha approvato l’introduzione di nuovo periodo di vesting, unicamente in funzione della permanenza in carica, che ha reso le opzioni non esercitabili sino al 1° gennaio 2011, e l’estensione del periodo di esercizio che terminerà il 1° gennaio 2016, restando invariate tutte le altre condizioni.

 

Al 31 dicembre 2010 le caratteristiche del suddetto piano di stock option sono le seguenti:

 

 Piano
Soggetti   assegnatari Data di modifica
 Expiry date
 Strike price  (euro)
 N° opzioni  assegnate
 Vesting date
Percentuale 
conferimento
Stock Option 
Luglio 2004 (modificato) 
Amministratore Delegato
 27 marzo 2009
 1° gennaio 2016
6,583  10.670.000
 31 dicembre 2010
100%

 

In data 3 novembre 2006, il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. aveva deliberato (subordinatamente alla successiva approvazione da parte dell’Assemblea degli azionisti, occorsa il 5 aprile 2007) un piano di stock option, della durata di otto anni, che conferiva ad alcuni dirigenti del Gruppo e all’Amministratore Delegato di Fiat S.p.A. il diritto di acquistare un determinato numero di azioni ordinarie Fiat S.p.A. al prezzo prefissato di 13,37 euro per azione. In particolare le n. 10.000.000 di opzioni attribuite ai dipendenti e le n. 5.000.000 di opzioni attribuite al Dr. Marchionne avevano un periodo di maturazione di quattro anni, in quote paritetiche annuali, subordinato al raggiungimento di prestabiliti obiettivi di redditività (Non Market Conditions “NMC”) nel periodo di riferimento ed erano esercitabili a partire dall’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2010. Le residue n. 5.000.000 di opzioni attribuite all’Amministratore Delegato di Fiat S.p.A., anch’esse soggette ad un periodo di maturazione quadriennale in quote paritetiche annuali, sono esercitabili a partire da novembre 2010. L’esercizio delle opzioni è inoltre subordinato a specifici vincoli temporali di durata del rapporto di lavoro o del mandato.

 

Le caratteristiche contrattuali del piano di stock option 2006 sono le seguenti:

 

Piano
 Soggetti assegnatari
 Expiry date
 Strike price (euro)
 N° opzioni assegnate
 Vesting date
 Percentuale conferimento
Stock Option
Novembre 2006  
 Amministratore Delegato
 3 novembre 2014   13,37 5.000.000 Novembre 2007
25%
      13,37    Novembre 2008 25%
      13,37    Novembre 2009 25%
           Novembre 2010 25%
Stock Option
Novembre 2006  
 Amministratore Delegato  3 novembre 2014
  5.000.000  1° Trimestre 2008 (*)  25%*NMC
           1° Trimestre 2009 (*)  25%*NMC
           1° Trimestre 2010 (*)  25%*NMC
           1° Trimestre 2011 (*)  25%*NMC
Stock Option
Novembre 2006  
 Manager
 3 novembre 2014
  10.000.000  1° Trimestre 2008 (*)  25%*NMC
           1° Trimestre 2009 (*)  25%*NMC
           1° Trimestre 2010 (*)  25%*NMC
           1° Trimestre 2011 (*)  25%*NMC
(*) In occasione dell’approvazione del Bilancio consolidato dell’esercizio precedente, subordinatamente al perdurare dei rapporti professionali.

 

Come più ampiamente descritto nel successivo paragrafo Modifiche dei piani di stock option e di stock grant conseguenti alla Scissione, le condizioni di maturazione previste da ciascun piano di stock option, sia ove siano subordinate alla sussistenza del rapporto di lavoro o di collaborazione con il Gruppo Fiat, sia ove siano legate al raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance, hanno esaurito il loro periodo temporale di riferimento il 31 dicembre 2010. Con particolare riferimento alle opzioni assegnate nell’ambito Piano di stock option 2006 e subordinate al raggiungimento di prestabiliti obiettivi di redditività, si precisa che è maturata solo la prima tranche di diritti (ovvero il 25%), in quanto non sono stati raggiunti gli obiettivi di redditività relativi al triennio 2008-2010 originariamente previsti nel 2006. Il restante 75% è pertanto non maturato.

In data 26 febbraio 2008 il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. aveva deliberato un piano di incentivazione, successivamente approvato dall’Assemblea degli azionisti del 31 marzo 2008, che prevedeva la facoltà di procedere ad assegnazioni periodiche entro il 2010 di un massimo complessivo di 4 milioni di strumenti finanziari, in forma di stock option e/o stock appreciation right. Lo scopo del piano era l’attrazione e la retention di dirigenti in ruoli chiave assunti o promossi successivamente all’attribuzione del piano di stock option del 3 novembre 2006 o che avrebbero assunto maggiori responsabilità dall’assegnazione del piano 2006 e riprendeva le caratteristiche di detto piano in termini di obiettivi di redditività, periodo di maturazione e di esercizio. In data 23 luglio 2008 il Consiglio di Amministrazione, in attuazione della prima parte del programma, aveva deciso l’attribuzione di n. 1.418.500 stock option al prezzo di esercizio di euro 10,24, con un periodo di maturazione di tre anni subordinato al raggiungimento di prestabiliti obiettivi di redditività (Non Market Conditions “NMC”) nel periodo di riferimento ed esercitabili a partire dall’approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2010. Per quanto riguarda il piano in esame, al 31 dicembre 2010, non essendo stati raggiunti i sopra citati obiettivi di redditività, nessuno dei diritti concessi ai dipendenti è maturato.

 

Le caratteristiche contrattuali del piano di stock option 2008 erano le seguenti:

Piano   Soggetti assegnatari
Expiry date
 Strike price
(euro)
 N° opzioni
assegnate
 Vesting date
Percentuale
conferimento
Stock Option
Luglio 2008
(non maturato)
Manager  3 novembre 2014
13,37 5.000.000  1° Trimestre 2009 (*) 18%*NMC
           1° Trimestre 2010 (*) 41%*NMC
           1° Trimestre 2011 (*) 41%*NMC
(*) In occasione dell’approvazione del Bilancio consolidato dell’esercizio precedente subordinatamente al perdurare dei rapporti professionali.

 

In sintesi, i piani di stock option in essere al 31 dicembre 2010 presentano le seguenti caratteristiche:

       Pagamenti spettanti ai manager     Pagamenti spettanti ai membri del C.d.A.
Prezzo di esercizio (in euro)
Numero di opzioni
 in essere al 31 dicembre 2010  
Numero di opzioni
 in essere al 31 dicembre 2019  
Durata media
residua contrattuale
(in anni)
Numero di opzioni in
essere al 31 dicembre 2010
 Numero di opzioni
in essere al 31 dicembre 2010
Durata media
residua contrattuale
(in anni)
6,583  -   -
-
 10.670.000   10.670.000 5,0
10.24  -   956.530
-
 -   -   - 
10.397  -   845.000
-
 -   -   -
12.699  -   -  -
 -  500.000 -
13.370  2.101.250
 6.536.875
3,8
6.250.000 8.750.000 3,8
Totale
 2.101.250
 8.338.405
   16.920.000
19.920.000  

La movimentazione nel corso dell’esercizio è stata la seguente:

 

   Pagamenti spettanti ai manager  Pagamenti spettanti ai membri del C.d.A.

Numero di opzion Prezzo medio
di esercizio
(in euro) 
 Numero di opzioni  Prezzo medio
di esercizio
(in euro)  
In essere all’inizio dell’esercizio   8.338.405
12,71  19.920.000
9,72
Attribuite          -   - 
Non maturate   (5.447.155)
12,79  (2.500.000)
13,37
Esercitate          -  - 
Decadute   (790) 10,397 (500) 12,699
In essere al 31 dicembre 2010    2.101.250
13,37  16.920.000
9,09
Esercitabili al 31 dicembre 2010    -   -   5.000.000
13,37
Esercitabili al 31 dicembre 2009   845.000 10,397 500 12,699

Le opzioni non maturate nell’esercizio comprendono le opzioni non maturate relative a dipendenti che hanno lasciato il Gruppo, nonché le opzioni non maturate nel periodo per mancato raggiungimento di alcune non-market condition relativamente ai piani Novembre 2006 e Luglio 2008.

 

Assegnazione gratuita di azioni ordinarie Fiat S.p.A.

 

In data 23 febbraio 2009 il Consiglio di Amministrazione di Fiat S.p.A. aveva deliberato un piano di incentivazione, successivamente approvato dall’Assemblea degli azionisti del 27 marzo 2009, fondato sull’attribuzione di diritti che, subordinatamente al raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance (Non Market Conditions “NMC”) per l’anno 2009 e 2010 e al perdurare di rapporti professionali con il Gruppo, consentiva all’Amministratore Delegato di Fiat S.p.A. di ricevere gratuitamente azioni ordinarie Fiat S.p.A. per un ammontare complessivo di 2 milioni di azioni. La maturazione dei diritti era prevista in un’unica tranche con l’approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione del bilancio consolidato del Gruppo per l’esercizio 2010 ed il numero delle azioni assegnato era definito pari al 25% dei diritti assegnati nel caso di raggiungimento degli obiettivi 2009 e pari al 100% dei diritti assegnati nel caso di raggiungimento degli obiettivi 2010. I prestabiliti obiettivi di redditività del Gruppo relativamente all’esercizio 2009 sono stati raggiunti.

 

L’Assemblea degli Azionisti del 26 marzo 2010, su proposta del Consiglio di Amministrazione ha introdotto nel Piano una componente di pura fidelizzazione pari a complessivi 2 milioni di diritti addizionali, la cui maturazione è unicamente subordinata al perdurare dei rapporti professionali con il Gruppo sino alla data di approvazione del Bilancio consolidato al 31 dicembre 2011. Inoltre, la durata del Piano originario è stata estesa fino all’approvazione del bilancio 2011 con ridefinizione di obiettivi per gli esercizi 2010 e 2011.

 

Al 31 dicembre 2010 le caratteristiche contrattuali del piano di stock grant 2009 erano quindi le seguenti:

 

 

Piano
 Soggetti assegnatari
 N° azioni
 Vesting date
 Percentuale  conferimento
Stock Grant 2009 (modificato)
 Amministratore Delegato
 4.000.000
 1° Trimestre 2010 (*)
 500.000(**)
          1° Trimestre 2011 (*)
 375.000*NMC(**)
          1° Trimestre 2012 (*)
 1.125.000*NMC(**)
          1° Trimestre 2012 (*)
 2.000.000(**)
(*) In occasione dell’approvazione del Bilancio consolidato dell’esercizio precedente. (**) Subordinatamente alla permanenza in carica fino all’approvazione del bilancio 2011.

In data 18 febbraio 2011 il Consiglio di Amministrazione, sentito il parere del Comitato Remunerazioni, ha accertato la maturazione di 375.000 diritti a seguito del raggiungimento degli obiettivi gestionali assegnati e, alla luce delle operazioni straordinarie avvenute nel corso dell’esercizio, ha altresì deliberato di subordinare al solo perdurare dei rapporti professionali con il Gruppo sino alla fine del 2011 anche la residua quota di diritti subordinata ad obiettivi di performance del 2011.

 

Con riferimento a tale piano di incentivazione, come richiesto dall’IFRS 2 il Gruppo ha provveduto a calcolare il fair value incrementale complessivo della modifica del piano, pari a 19 milioni di euro. Tale fair value incrementale è rilevato a conto economico lungo il periodo di maturazione del piano unitamente al fair value alla data di assegnazione determinato nel 2009. Il fair value incrementale del Piano è stato determinato con riferimento ad un prezzo delle azioni ordinarie Fiat S.p.A. alla data di modifica (pari a 9,75 euro per azione).

 

Modifiche dei piani di stock option e di stock grant conseguenti alla Scissione

Con riguardo ai piani di incentivazione sopra descritti, il Consiglio di Amministrazione, riunitosi in data 21 luglio 2010, tenuto conto della proposta Scissione, ha confermato gli strumenti di incentivazione basati su strumenti finanziari in essere nel Gruppo, adottando, subordinatamente all’efficacia della Scissione ed in forza della delega di volta in volta attribuita allo stesso dall’Assemblea degli azionisti, gli opportuni adeguamenti per consentire agli strumenti di incentivazione di continuare a raggiungere le finalità per cui gli stessi sono stati adottati anche nel contesto della Scissione, evitando peraltro revisioni degli stessi che, anche se pienamente legittime, potessero apparire meno in linea con la volontà di allineare interessi del management a interessi della società e dei suoi azionisti.

 

In particolare, il Consiglio, in applicazione delle regole previste dai rispettivi regolamenti di piano, ha deliberato di adeguare la tipologia di azioni sottostanti i diritti di stock option e di stock grant in stretta correlazione con il rapporto di assegnazione della Scissione e di consentire ai dipendenti che usciranno dal Gruppo della Società Scissa (Fiat S.p.A.) per entrare a far parte del Gruppo della Società Beneficiaria (Fiat Industrial S.p.A.) di non perdere i diritti acquisiti.

 

I legittimati ad esercitare i diritti di stock option ed a beneficiare dei diritti di stock grant riceveranno, quindi, fermo restando il pagamento dello strike price prestabilito da ciascun piano ovvero il rispetto della condizione di assegnazione gratuita, una azione ordinaria Fiat ed una azione ordinaria Fiat Industrial per ogni diritto di stock option o stock grant posseduto.

Con particolare riferimento ai piani di stock option, ha deliberato che le condizioni di maturazione previste da ciascun piano, sia ove fossero subordinate alla sussistenza del rapporto di lavoro o di collaborazione con il Gruppo, sia ove fossero legate al raggiungimento di predeterminati obiettivi di performance, esaurissero il loro periodo temporale di riferimento al 31 dicembre 2010, e cioè in data anteriore alla data di effetto della Scissione.

 

Analogamente, il piano di stock grant consentirà agli assegnatari di ricevere in assegnazione gratuita una azione ordinaria Fiat ed una azione ordinaria Fiat Industrial per ogni diritto posseduto, subordinatamente alla maturazione delle condizioni, originariamente previste, di permanenza in carica e/o di raggiungimento di specifici obiettivi di performance relativi agli esercizi 2010 e 2011, coerenti con il Piano Strategico 2010-2014. Gli obiettivi di performance relativi all’esercizio 2011 saranno costituiti dalla quota parte relativa al Gruppo della Società Scissa (Fiat S.p.A.), come originariamente predeterminata in sede di elaborazione degli obiettivi complessivi relativi al Gruppo Fiat ante Scissione.

 

Tutti i piani di stock option e di stock grant, ad eccezione della parte destinata ai manager del Piano 2006 per la quale, come già ricordato, era stato deliberato un aumento di capitale, verranno soddisfatti mediante l’utilizzo delle azioni proprie in portafoglio a Fiat S.p.A. e delle azioni ordinarie Fiat Industrial S.p.A. che, per effetto della Scissione, sono state assegnate a Fiat S.p.A. senza pagamento di corrispettivo.

 

Dal momento che i piani originari includevano la previsione secondo la quale, in presenza di operazioni straordinarie sul capitale di Fiat S.p.A., i piani stessi sarebbero stati conseguentemente modificati, non è necessario procedere alla determinazione di un fair value incrementale eventualmente derivante dalle modifiche sopra descritte.

 

A completamento del commento delle voci che compongono il Patrimonio netto si specifica quanto segue:

 

Disponibilità delle principali poste del Patrimonio netto

(in migliaia di euro)   Al 31 dicembre 2010
Possibilità di utilizzazione
Quota disponibile
Capitale sociale   6.377.263  -    
Riserve:           
Riserva da soprapprezzo azioni   1.540.885  A, B, C (*)   1.540.885
Riserva legale   716.458  B    - 
Riserva disponibile per acquisto azioni proprie   543.447  A, B, C   543.447
Riserva per azioni proprie in portafoglio   656.553  -   - 
Utili portati a nuovo   2.884.134  A, B, C   2.884.134
Riserva legge 413/1991   22.591  A, B, C   22.591
Riserva straordinaria   28.044  A, B, C   28.044
Riserva avanzo di scissione   39.194  A, B, C   39.194
Legenda: A: per aumento di capitale B: per copertura perdite C: per distribuzione ai soci (*) Interamente disponibile per aumento di capitale e copertura perdite. Per gli altri utilizzi è necessario previamente adeguare (anche tramite trasferimento dalla stessa riserva soprapprezzo) la riserva legale al 20% del Capitale sociale. Al 31 dicembre 2010 tale adeguamento sarebbe pari a 558.995 migliaia di euro.

 

 

 

 

 

 

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