Lettera del Presidente e dell’Amministratore Delegato

Signori Azionisti,

il 2010 ha avuto un inizio difficile, con i problemi e le incertezze dell’anno precedente ancora evidenti e senza segnali di significativo recupero dalla crisi per molti dei nostri mercati di riferimento.
Le prospettive sono migliorate progressivamente nel corso dell’anno; diverse aree geografiche in cui operiamo hanno mostrato un recupero consistente, anche se, in gran parte, con performance ben al di sotto dei livelli pre-crisi.

Le condizioni di mercato sono migliorate per tutti i nostri business ad eccezione dell’Automobile, le cui performance sono state influenzate dal venir meno, in molti Paesi europei, degli eco-incentivi che nel 2009 avevano sostenuto la domanda, specialmente nei segmenti delle auto più piccole.

In questo contesto così disomogeneo, la Fiat ha reagito in modo efficace e con prontezza. Abbiamo continuato a tenere i costi sotto stretto controllo con misure rigorose, sfruttando altresì la ripresa economica fin dai primi segnali.

Tutto ciò è stato possibile grazie alla dimensione internazionale delle nostre attività industriali e commerciali, che ci ha permesso di minimizzare le inefficienze in alcune aree, realizzando al contempo performance ottimali in altre. Questa, in sostanza, è la vera forza della nostra azienda oggi.

Un approccio globale e aperto, che non si lascia frenare dalle difficoltà ma che risponde con determinazione alle sfide e riesce a trarre vantaggio dalle opportunità che si presentano.

Grazie a tutto ciò abbiamo chiuso il 2010 con risultati decisamente superiori rispetto agli obiettivi che ci eravamo posti ad inizio anno.

I ricavi sono aumentati di oltre il 12% a 56 miliardi di euro, l’utile della gestione ordinaria è raddoppiato a 2,2 miliardi di euro e il risultato netto è tornato positivo, pari a 600 milioni di euro.

La generazione di cassa è stata forte; l’indebitamento netto industriale si è attestato a 2,4 miliardi di euro, in riduzione di 2 miliardi rispetto all’esercizio precedente, grazie alla positiva performance operativa di tutti i business e ad una rigorosa disciplina nella gestione del capitale di funzionamento. La liquidità è stata rafforzata a quasi 16 miliardi di euro.

Questi traguardi sono il frutto degli sforzi, della volontà e della dedizione delle persone della Fiat, che si sono impegnate con efficacia per contenere gli impatti della crisi e hanno saputo cogliere tutte le opportunità offerte dalla successiva ripresa.

Desideriamo ringraziare tutte le donne e gli uomini della Fiat nel mondo, per l’apporto professionale e personale che stanno dedicando per far crescere questa azienda e renderla più forte.

 

Questi risultati sono stati raggiunti in un anno contrassegnato anche da una decisione storica, che ha cambiato per sempre il profilo della Fiat: la scissione del Gruppo, efficace dal 1° gennaio del 2011, in due entità distinte, Fiat e Fiat Industrial.

Continuare a tenere insieme attività che hanno radici storiche comuni ma che, a seguito dell’evoluzione dei mercati nel corso del tempo, condividono ormai ben poche caratteristiche economiche e industriali, è un concetto superato. Mantenendo l’assetto attuale, si sarebbe corso il rischio di limitare il potenziale di crescita di questi business.

Di fronte alle enormi e repentine trasformazioni in atto nel mercato, non potevamo più permetterci il lusso di guardare alle nostre attività riducendo la prospettiva ai confini storici.

Le sfide di oggi sono di gran lunga più grandi e complesse e richiedevano una soluzione strategica, con il passaggio ad un nuovo modello in grado di assicurare indipendenza ai business.

Sotto il profilo industriale e finanziario, questa è la soluzione che garantisce ad ogni attività il maggiore potenziale di sviluppo.

Questa decisione risponde ad un imperativo di crescita, di autonomia ed efficienza.

Fiat e Fiat Industrial hanno ora una significativa libertà di azione, incluso il potenziale per cogliere le opportunità di stringere alleanze, essendo svincolate dal peso delle limitazioni strategiche dovute alla coesistenza di attività diverse fra loro.

Oggi ciascun gruppo può focalizzarsi sul proprio core business, con obiettivi che non solo sono ben definiti e chiaramente comprensibili dal mercato, ma permettono anche alle due organizzazioni di confrontarsi e sviluppare le rispettive strategie in termini puramente competitivi, avendo come riferimento un insieme di concorrenti ben identificato.

Entrambi hanno un profilo operativo definito, che consentirà loro di dimostrare appieno il proprio valore intrinseco che, nell’ambito di un conglomerato, rischiava di rimanere in parte inespresso.

Questa è un’operazione impegnativa e ambiziosa, che ha aperto la porta ad un nuovo futuro, un futuro diverso e migliore per i nostri business.

Prima di impegnarci in questa operazione, abbiamo considerato anche uno degli aspetti più sensibili della scissione, ovvero l’idea che la Fiat avrebbe perso la propria identità come Gruppo – un gruppo che è esistito e ha operato come un tutt’uno per più di un secolo.

Ma la verità è che l’identità di un’azienda non sta in una ragione sociale.

Sta nelle persone che ne sono parte, in un preciso momento e con precisi obiettivi.

Il modo migliore per comprendere il valore di questa scissione è considerare le opportunità di crescita personale che offre alla nostra gente.

Nel corso della sua storia, la Fiat ha sviluppato risorse umane di altissimo livello, non solo per le competenze professionali e tecniche, ma soprattutto per lo spirito competitivo e la forza della leadership.

Queste qualità, che sono state totalmente preservate con la scissione, sono inestimabili per lo sviluppo di un’azienda e sono la migliore garanzia per il futuro di Fiat e di Fiat Industrial.

La scissione ha potuto concretizzarsi anche grazie ad un importante progetto, avviato nel 2009, ma che ha iniziato ad assumere visibilità nel corso del 2010. Abbiamo, infatti, compiuto significativi progressi nella partnership con Chrysler, che ha dato alla Fiat la possibilità di diventare un produttore di auto con una gamma completa, di estendere la propria presenza geografica e raggiungere la massa critica necessaria ad ottenere le economie di scala per farne un costruttore a livello globale in grado di durare.

Sul lato industriale, il processo di condivisione delle tecnologie di piattaforme e motori sta procedendo in modo spedito. Sul fronte commerciale, abbiamo avviato la riorganizzazione

e l’integrazione delle reti di vendita. In primo luogo, stiamo procedendo all’integrazione delle reti commerciali dei marchi Chrysler e Lancia in Europa. Inoltre, abbiamo presentato al Salone Internazionale di Los Angeles la Fiat 500, che ha segnato il ritorno del marchio sul mercato nordamericano dopo 27 anni di assenza.

All’inizio del 2011, la nostra partecipazione in Chrysler è passata dal 20% al 25%, in seguito al verificarsi del primo dei tre “Performance Events”, che nel complesso porteranno la quota di partecipazione di Fiat nel Gruppo Chrysler al 35%.

Ma al di là degli aspetti tecnici e finanziari, uno dei risultati di maggior valore di questa alleanza si sta realizzando a livello culturale.

Fiat e Chrysler stanno dando vita a un’integrazione basata sul rispetto reciproco e sull’umiltà, che muove da basi paritarie e dalla volontà di imparare l’uno dall’altro.

Quello che esiste oggi è uno straordinario gruppo di persone che lavorano fianco a fianco, che si ascoltano e si confrontano, che stanno ampliando i loro orizzonti.

Sono due culture che si uniscono.

Questa è la vera forza della nostra partnership. E crediamo sia anche il suo elemento più prezioso, il cui valore è racchiuso nell’incredibile potenziale umano sviluppato per le nostre aziende e per la crescita delle nostre persone.

 

Per quanto riguarda gli obiettivi a breve e medio termine, abbiamo pianificato un dettagliato percorso di sviluppo per Fiat e per Fiat Industrial, che è stato presentato alla comunità finanziaria internazionale il 21 aprile 2010.

I target finanziari riflettono la nostra aspirazione a conseguire una forte crescita dei ricavi, accompagnata anche da un robusto aumento della redditività.

Ci aspettiamo che la Fiat post-scissione raggiunga quest’anno un fatturato di 37 miliardi di euro e che aumenti fino a 64 miliardi di euro entro il 2014.

Il progressivo incremento del risultato della gestione ordinaria e dei margini rispecchia il nostro impegno a eliminare gli handicap che hanno pesato sul nostro business in Europa, ad ottimizzare le sinergie e a trasformare l’azienda in un concorrente best in class.

Per Fiat Industrial, il piano fissa obiettivi di ricavi a circa 22 miliardi di euro nel 2011 e quasi 30 miliardi di euro nel 2014, con un tasso medio annuo di crescita dell’8%.

Anche l’utile della gestione ordinaria aumenterà in modo significativo, con un target di 3,3 miliardi di euro nel 2014.

Per supportare la crescita dei due gruppi e lo sviluppo dei nuovi prodotti, abbiamo previsto di investire, nell’arco del piano, circa 30 miliardi di euro, di cui quasi due miliardi all’anno nelle attività di ricerca.

Per il business dell’auto, in particolare, cui è destinata la componente più significativa degli investimenti, il piano quinquennale di rinnovo della gamma prevede il lancio di 34 nuovi modelli, ai quali si aggiungono 17 aggiornamenti di prodotto.

Nel 2010, a causa delle deboli condizioni del mercato, la scelta strategica è stata quella di limitare la presentazione di nuovi prodotti, che sono stati riposizionati a partire dalla seconda metà del 2011.

Nel complesso, il nostro piano rappresenta un significativo impegno ad investire per ampliare l’offerta e migliorare la nostra posizione competitiva in Europa.

 

Nel lavorare per conseguire questi obiettivi, tutte le nostre scelte saranno dirette a coniugare le necessità di efficienza industriale con il senso di responsabilità sociale che ci ha guidati finora e che fa parte del DNA della Fiat.

Abbiamo dimostrato questo tipo di impegno nei confronti dell’Italia, presentando un progetto che mira allo stesso tempo a rendere la nostra base produttiva più competitiva e a garantire prospettive più sicure alle nostre persone.

Lo stiamo dimostrando nel resto del mondo, perseguendo un percorso di crescita che muove dai medesimi valori su cui abbiamo rifondato la Fiat: l’integrità, la trasparenza e un approccio responsabile nella gestione del business.

Questo valori sono stati riconosciuti e apprezzati a livello internazionale.

Siamo una delle poche aziende del settore auto che nel 2010 è stata inserita nel prestigioso indice Dow Jones Sustainability, che include solo le aziende giudicate leader nella sostenibilità.

È un obiettivo che consideriamo importante non soltanto per l’immagine che dà, ma perché è una prova concreta che c’è un’etica dietro i nostri risultati.

Questi valori hanno fatto della Fiat un’azienda solida, dove l’impegno e il senso del dovere caratterizzano sempre il nostro lavoro.

Questi principi forti sono saldamente radicati nella nostra organizzazione e sono parte integrante della nostra leadership, perché ci appartengono come persone, prima ancora che come manager.

 

Ci lasciamo il 2010 alle spalle con la sensazione di aver realizzato qualcosa di concreto.

La scissione del gruppo e il rafforzamento dell’alleanza con Chrysler hanno cambiato la Fiat in modo indelebile e irreversibile.

Abbiamo sviluppato questi business insieme per più di cento anni, fino a quando il fatto di stare uniti è diventato più che altro una rassicurante abitudine.

Abbiamo deciso di dare un taglio netto a questa tradizione per creare così le condizioni necessarie alla successiva fase di sviluppo dei nostri business.

 

Fiat e Fiat Industrial iniziano nel 2011 il loro nuovo cammino, con rinnovata consapevolezza della loro missione e del percorso da seguire. Solide sotto il profilo finanziario e con un’elevata dotazione tecnologica e industriale, stanno avviando un progetto esplorativo di respiro internazionale, ognuna in modo autonomo, portando le rispettive competenze ed esperienze, con il preciso obiettivo di diventare operatori dinamici e competitivi a livello globale.

Desideriamo ringraziare i nostri azionisti per essere stati con pazienza al nostro fianco in questo percorso e per rimanere con noi, come stakeholder di Fiat e Fiat Industrial, nella prossima fase del nostro sviluppo.

 

 

18 febbraio 2011

 

/f/ John Elkann


IL PRESIDENTE

John Elkann

/f/ Sergio Marchionne


L’AMMINISTRATORE DELEGATO

 Sergio Marchionne 

 

 

 

 

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