Relazioni del Collegio Sindacale all’assemblea degli azionisti

Signori Azionisti,

 

l’art. 153 del D.Lgs. 24.2.1998, n. 58 prevede l’obbligo per il Collegio Sindacale di riferire all’assemblea, convocata per l’approvazione del bilancio di esercizio, sull’attività di vigilanza svolta, sulle omissioni e sui fatti censurabili eventualmente rilevati, nonché la facoltà di fare proposte in ordine al bilancio, alla sua approvazione ed alle materie di propria competenza.

 

A tale disposizione normativa adempiamo con la presente relazione, anche nel rispetto dell’art. 2429, comma 2, del codice civile.

 

Nel decorso esercizio abbiamo osservato i doveri di cui all’art. 149 D.Lgs. 24.2.1998, n. 58, il che ci consente di riferirVi circa gli argomenti che seguono.

 

Segnaliamo in particolare che, per una maggiore chiarezza di esposizione, abbiamo ritenuto di formulare tre diversi paragrafi, dei quali il primo riferito all’attività di vigilanza in senso generale, il secondo alle attività svolte in riferimento alla operazione di scissione attuata dalla Società nel corso del 2010 ed infine il terzo paragrafo relativo alle verifiche poste in essere a seguito delle “denunce” pervenute al Collegio e dal denunziante qualificate come “ex art. 2408 del codice civile”.

 

Attività di vigilanza

 Abbiamo assistito alle riunioni del Consiglio di Amministrazione, nel corso delle quali gli Amministratori ci hanno informati sull’attività svolta e sulle operazioni di maggior rilievo economico, finanziario e patrimoniale oggetto di delibera e poste in essere dalla società e/o dalle sue controllate.

 

Al riguardo, abbiamo accertato e ci siamo assicurati che le suddette operazioni fossero conformi alla legge ed allo statuto sociale, non fossero in contrasto con le delibere assunte dall’assemblea e fossero improntate a principi di corretta amministrazione.

 

La struttura organizzativa della società appare adeguata alle dimensioni della stessa. Ciò ha consentito, ricorrendo anche ad incontri con i responsabili delle funzioni aziendali e con i rappresentanti della società di revisione, una esauriente raccolta di informazioni circa il rispetto dei principi di diligente e corretta condotta amministrativa.

 

Il sistema di controllo interno, in costante aggiornamento, è strutturato anche a livello di gruppo, sia in Fiat S.p.A. che nelle sue controllate.

 

Abbiamo valutato e vigilato sull’adeguatezza del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile nonché sull’affidabilità di quest’ultimo a rappresentare correttamente i fatti di gestione mediante: i) l’esame della relazione del Preposto al Controllo Interno sul sistema di Controllo Interno di Fiat; ii) l’esame dei rapporti dell’Internal Audit, nonché l’informativa sugli esiti dell’attività di monitoraggio sull’attuazione delle azioni correttive individuate a seguito dell’attività di audit; iii) l’ottenimento di informazioni dai responsabili delle rispettive funzioni; iv) l’esame dei documenti aziendali e dei risultati del lavoro svolto dalla società di revisione; v) i rapporti con gli organi di controllo delle società controllate ai sensi dei commi 1 e 2 dell’art. 151 del D.Lgs. 58/98; vi) la partecipazione ai lavori del Comitato per il Controllo Interno, costituito nell’ambito del Consiglio di Amministrazione della Società e formato da tre membri indipendenti del Consiglio stesso. La partecipazione al Comitato per il Controllo Interno ha, peraltro, consentito al Collegio di coordinare con le attività del Comitato stesso lo svolgimento delle proprie funzioni di Comitato per il Controllo Interno e la revisione contabile, assunte in forza dell’art. 19 del D.Lgs n. 39/2010 e procedere, in particolare, a vigilare:

 

  • sul processo relativo all’informativa finanziaria;
  • sull’efficacia dei sistemi di controllo interno, di revisione interna e di gestione del rischio;
  • sulla revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati; sugli aspetti relativi all’indipendenza della società di revisione, con particolare riferimento ai servizi da quest’ultima prestati all’ente revisionato, diversi dalla revisione contabile. Al riguardo si sottolinea che in data 2 febbraio u.s. abbiamo ricevuto comunicazione da Deloitte & Touche S.p.A. – con la quale abbiamo tenuto un frequente scambio di informazioni – che Fiat S.p.A. le ha conferito, in aggiunta alla revisione del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato, alla revisione contabile limitata della relazione semestrale consolidata e procedure di verifica concordate per l’esame delle relazioni trimestrali, i seguenti altri incarichi retribuiti, come sotto indicato:
    • Studi ed analisi del trattamento contabile, con riferimento al bilancio d’esercizio di Fiat S.p.A. e al bilancio consolidato del Gruppo Fiat al 31 dicembre 2010, di operazioni rilevanti e non ricorrenti connesse alla scissione parziale proporzionale di Fiat S.p.A. in favore di Fiat Industrial S.p.A., con onorari di Euro 170.000.
    • Esame dei prospetti consolidati pro-forma di Fiat S.p.A. e sue controllate (“Gruppo Fiat Post Scissione”) e di Fiat Industrial S.p.A. e sue controllate (“Gruppo Fiat Industrial”) per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009, inclusi nel Documento Informativo predisposto da Fiat S.p.A. ai sensi dell’art. 70 del Regolamento Emittenti, con un onorario di Euro 180.000.
    • Esame dei prospetti consolidati pro-forma di Fiat S.p.A. e sue controllate (“Gruppo Fiat Post Scissione”) per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2009 e per il semestre chiuso al 30 giugno 2010 inclusi nel Documento Informativo predisposto ai sensi dell’art. 57 del Regolamento Emittenti, con un onorario di Euro 65.000.
    • Onorari relativi alla revisione contabile limitata dei prospetti contabili consolidati intermedi di Fiat S.p.A. e sue controllate (“Gruppo Fiat”) per il periodo di nove mesi chiuso al 30 settembre 2010, con un onorario di Euro 80.000. 
    • Procedure concordate di verifica e di riscontro documentale relative a diverse iniziative industriali, con onorari complessivi di Euro 35.000.
    • Revisione contabile limitata a titolo volontario del bilancio separato semestrale di Fiat S.p.A. al 30 giugno 2010, con un onorario di Euro 9.000.
    • Sottoscrizione delle dichiarazioni fiscali (Modelli: Unico, IRAP, CNM-Consolidato fiscale e 770) con un onorario di Euro 5.000.

 

Si dà inoltre atto che Deloitte & Touche S.p.A. ha presentato in data 21 febbraio 2011 la relazione di cui al terzo comma dell’art. 19 D.Lgs. n. 39/2010, segnalando che non sono emerse questioni fondamentali in sede di revisione né carenze significative nel sistema di controllo interno con riferimento al processo di informativa finanziaria.

 

Dall’attività svolta, il Collegio esprime una valutazione di adeguatezza del sistema di Controllo Interno di Fiat nel suo complesso e dà atto, nella veste di Comitato per il Controllo Interno e la revisione contabile, che non sussistono rilievi da segnalare all’Assemblea.

 

Del pari appaiono adeguate le disposizioni impartite da Fiat S.p.A. alle società controllate, ai sensi dell’art. 114, comma 2, D.Lgs. 24.2.1998, n. 58.

 

Con riferimento alla disposizione di cui all’art. 36 del Regolamento Mercati, emanato da Consob, relativa alle società controllate di per sé rilevanti costituite e regolate dalla legge di Stati non appartenenti all’U.E., segnaliamo che – alla data del 31 dicembre 2010 – le società cui si applica tale disposizione sono incluse tra le imprese rilevanti ai fini del sistema Fiat di controllo sull’informativa finanziaria rispetto al quale non sono state segnalate carenze.

 

Il Consiglio di Amministrazione ci ha trasmesso, nei termini di legge, la relazione sull’andamento della gestione nel primo
semestre dell’esercizio, rendendola pubblica con le modalità prescritte da Consob ed ha provveduto, secondo legge, per
quanto concerne le relazioni sull’andamento trimestrale. Con riferimento alle comunicazioni Consob, per quanto di nostra
competenza, possiamo attestare che:

 

  • le informazioni fornite dagli Amministratori nella relazione sulla gestione sono da ritenersi esaurienti e complete;
  • in ossequio al Testo Unico sulla Finanza (D.Lgs. n. 58/98), siamo stati costantemente informati per quanto di nostra competenza;
  • le verifiche periodiche ed i controlli cui abbiamo sottoposto la società non hanno evidenziato operazioni atipiche e/o inusuali, con terzi, parti correlate o infragruppo, così come definite dalla Comunicazione Consob del 28 luglio 2006;
  • per quanto riguarda le operazioni infragruppo, gli Amministratori, in Nota integrativa, evidenziano ed illustrano l’esistenza di numerosi rapporti di interscambio di beni e servizi tra la Vostra società e le società del gruppo di appartenenza, nonché con parti correlate, precisando che gli stessi sono stati regolati a condizioni di mercato ritenute normali nei rispettivi mercati di riferimento, tenuto conto delle caratteristiche dei beni e dei servizi prestati. Al riguardo segnaliamo che il Consiglio di Amministrazione, in data 21 ottobre 2010, ha adottato, sentito il parere favorevole del Comitato di Controllo Interno, le linee guida relative alla redazione delle “Procedure per operazioni con parti correlate”, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento adottato da Consob con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato. Le procedure, conformi al Regolamento Consob n. 17221 del 12 marzo 2010 ed alla Comunicazione Consob del 24 settembre 2010, si applicano a far data dal 1° gennaio 2011 e sono pubblicate sul sito internet di Fiat S.p.A. www.fiatspa.com;
  • dai colloqui e dagli incontri avuti con i Sindaci delle principali controllate non sono emersi aspetti da segnalare;
  • abbiamo preso visione ed ottenuto informazioni sulle attività di carattere organizzativo e procedurale poste in essere ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 231/2001 e successive integrazioni, sulla responsabilità amministrativa degli Enti per i reati previsti da tali normative. Dalla relazione dell’Organismo di Vigilanza sulle attività svolte nel corso dell’esercizio 2010 e dagli incontri dell’Organismo stesso con il Collegio Sindacale non sono emerse criticità significative, che debbano essere segnalate nella presente relazione;
  • non sono emerse criticità di rilievo nel corso delle riunioni tenutesi con i revisori ai sensi dell’art. 150 D.Lgs. 24.02.1998, n. 58;
  • la relazione della società di revisione, rilasciata in data 21 febbraio 2011, non contiene rilievi o richiami di informativa, né connesse osservazioni o proposte;
  • in ossequio all’art. 149, comma n. 1, lett. c) bis del D.Lgs. 24.2.1998, n. 58 diamo atto che gli Amministratori nella loro relazione sulla Corporate Governance precisano che:
    “Il Gruppo Fiat aderisce e si conforma al Codice di Autodisciplina delle società quotate italiane edito nel marzo 2006, con le integrazioni e gli adeguamenti conseguenti alle caratteristiche del Gruppo”. L’adesione alla normativa prevista dal Codice suddetto è stata da noi concretamente riscontrata ed ha formato oggetto, nei suoi vari aspetti, della relazione sulla Corporate Governance che il Consiglio di Amministrazione pone a Vostra disposizione, alla quale facciamo rinvio per una Vostra più adeguata e completa informativa al riguardo.

Il Collegio Sindacale ha verificato l’attività svolta ai fini della gara per l’incarico di revisione contabile del bilancio per il novennio
2012-2020 di Fiat S.p.A. In particolare, sono state illustrate al Collegio le fasi formali di Richieste di Offerta inviate alle società
Ernst&Young, KPMG e PricewaterhouseCoopers, oltre che i contenuti degli incontri con i Rappresentanti delle Società di
Revisione per l’illustrazione della richiesta di offerta, per fornire le necessarie delucidazioni e per la disamina degli elementi
necessari alla formulazione della proposta da parte delle società sopra citate.

Il Collegio ha, quindi, incontrato i rappresentanti delle società di Revisione partecipanti alla gara per l’assegnazione dell’incarico di revisione del Gruppo Fiat per il novennio 2012-2020, i quali hanno presentato, ciascuno separatamente, le modalità di lavoro nonché le metodologie che avrebbero inteso adottare in caso di assegnazione del citato incarico.

 

A conclusione delle attività sopra citate, il Collegio Sindacale ha formulato la Proposta motivata per il conferimento dell’incarico a società di revisione per il novennio 2012 – 2020, che vi verrà illustrata separatamente nel corso della presente assemblea e che è stata in precedenza presentata al Comitato di Controllo Interno ed al Consiglio di Amministrazione.

 

Operazione di scissione

In relazione all’operazione di scissione di Fiat S.p.A. a favore di Fiat Industrial S.p.A. il Collegio Sindacale ha ricevuto, in data 23 giugno 2010, un primo aggiornamento sull’avanzamento delle attività relative all’operazione stessa da parte del Management della Società.

 

In particolare è stata descritta in dettaglio l’operazione tramite la quale Fiat S.p.A. (“Fiat”) intendeva procedere ad una scissione parziale proporzionale con assegnazione di parte del proprio patrimonio ad una società interamente controllata di nuova costituzione (“Fiat Industrial”) e che la scissione aveva ad oggetto le partecipazioni in Fiat Netherlands Holding N.V. (“FNH”), Nuove Iniziative Finanziarie Cinque S.p.A. (ora Iveco S.p.A.), Nuova Immobiliare Nove S.p.A. (ora FPT Industrial S.p.A.) e Fiat Industrial Finance S.p.A., nonché una quota dell’indebitamento finanziario netto. È stato anche illustrato come, anteriormente alla delibera consiliare di approvazione del progetto di scissione, è stata effettuata una riorganizzazione delle partecipazioni dei comparti aziendali IVECO e FPT-ramo “Industrial & Marine”. Inoltre, trattandosi di scissione proporzionale, Fiat Industrial S.p.A.

 

avrebbe avuto una struttura di azionariato sostanzialmente identica a quella attuale di Fiat e agli azionisti di Fiat sarebbero state assegnate, senza versamento di corrispettivo, azioni di Fiat Industrial in misura proporzionale e della medesima categoria di quelle possedute al momento della scissione.

 

È stato, quindi, sottolineato lo scopo preminentemente industriale dell’operazione, nonché evidenziato come la stipula dell’atto di scissione sia stata subordinata all’ammissione a quotazione delle azioni di Fiat Industrial ed al rilascio dei necessari provvedimenti autorizzativi. L’efficacia dell’operazione stessa sarebbe decorsa dall’1 gennaio 2011.

 

Nel corso degli incontri, è stata, poi, oggetto di presentazione la prevista riorganizzazione del Settore Iveco, intesa a separare le attività “veicoli industriali” da quelle “powertrain” e a fornire alla nuova entità un’adeguata struttura finanziaria, in funzione anche dei flussi di cassa previsti.

 

Il Collegio è stato altresì informato in merito alla prevista riorganizzazione delle attività di tesoreria post scissione, avente come obiettivo generale quello della separazione delle funzioni operative di Tesoreria in due società dotate di autonomia gestionale al servizio dei Gruppi Fiat e Fiat Industrial, in una logica di gestione centralizzata della funzione Finanza nell’ambito di ciascun Gruppo. Quanto sopra, garantendo, comunque alle due strutture, pur nella necessaria separatezza, l’integrazione delle attuali Procedure, i livelli raggiunti di sicurezza operativa e l’elevata automazione e connettività verso il sistema bancario e le varie legal entities di Gruppo.

 

Sono stati, inoltre, illustrati al Collegio gli aspetti giuridici e le relative tempistiche concernenti l’operazione di scissione, in particolare in merito al trattamento delle azioni ordinarie, privilegiate e di risparmio così da non dar luogo ad alcun pregiudizio, né diretto né indiretto, per gli azionisti.

 

Sono stati anche illustrati al Collegio Sindacale gli impatti contabili derivanti dall’operazione sul bilancio consolidato del Gruppo Fiat e sul bilancio d’esercizio di Fiat S.p.A. redatti secondo gli standard internazionali (IFRS), con particolare riguardo alla contabilizzazione dell’operazione come una “business combination under common control” e quindi in continuità di valori. Inoltre il Collegio è stato informato che nel bilancio consolidato 2010 del Gruppo Fiat i valori relativi al perimetro del futuro Gruppo Fiat Industrial sarebbero stati esposti in un’unica riga come “discontinued operation”, ma dettagliati nella nota integrativa e che, per completezza di informativa nella relazione sulla gestione, sarebbero stati inseriti anche i dati consolidati dell’intero Gruppo Fiat, senza evidenza di discontinued operation.

 

Nel secondo semestre del 2010, il Collegio Sindacale ha ricevuto periodici aggiornamenti in relazione alle attività formali legate alla futura quotazione del nuovo Gruppo Fiat Industrial ed alle attività di finanziamento dello stesso in via indipendente rispetto a Fiat S.p.A., nonché in merito al deposito presso Borsa Italiana e Consob della documentazione per la richiesta di ammissione a quotazione, tra cui il Piano Industriale del Gruppo Fiat Industrial, ed infine in relazione alla sponsorship da parte degli Istituti di Credito ed al trasferimento delle linee di credito.

 

Il Collegio ha, quindi, preso atto dell’emissione da parte di Borsa Italiana del provvedimento di ammissione a quotazione delle azioni di Fiat Industrial e del ricevimento del giudizio di equivalenza da parte di Consob e della conclusione, quindi, positiva dell’operazione di scissione di Fiat S.p.A. e della quotazione di Fiat Industrial S.p.A

 

Denunce ex art. 2408 c.c.

 

Occorre necessariamente fare capo ai verbali dell’assemblea degli azionisti del 26 marzo 2010 e del 16 settembre 2010, ai quali
integralmente si rinvia per evidenti ragioni di brevità.

In data 24 marzo 2010, l’azionista Bava ha presentato una denuncia ai sensi dell’art. 2408 c.c. per fatti dallo stesso ritenuti
censurabili, denuncia ricevuta dal Collegio il 25 marzo. Tali fatti si riferivano:

  • alla supposta ambiguità e contraddittorietà del comunicato stampa emesso da Fiat il 24 marzo in relazione alle notizie apparse sul quotidiano La Repubblica circa l’ipotesi di spin-off del settore auto e il piano esuberi di personale. Tale comunicato sarebbe ambiguo e contraddittorio in quanto chiude affermando che qualsiasi anticipazione giornalistica è prematura e priva di ogni fondamento e, a parere dell’azionista Bava, una notizia è o prematura o priva di ogni fondamento;
  • ad una supposta violazione del principio di prudenza dovuta alla proposta di distribuzione di dividendo sottoposta all’esame dell’assemblea del 26 marzo 2010. In particolare la distribuzione verrebbe operata con fondi prelevati dalle distribuzioni di dividendo che le controllate Fiat Group Automobiles e Iveco hanno effettuato nei confronti di Fiat, provocando una svalutazione di 760 milioni di euro.

A tali affermazioni hanno fatto seguito le citazioni di diversi stralci tratti dal bilancio al 31/12/2009 ed in particolare dal capitolo
relativo ai principali rischi e incertezze cui Fiat S.p.A. e il Gruppo sono esposti.

Nel corso dell’assemblea del 26 marzo 2010, l’azionista Bava ha affermato che “riconosce che la liquidità è cresciuta a dismisura
e vorrebbe capire a cosa serve anche perché ultimamente la Società sta pagando tassi di interesse che vanno dal 6,87% al 9%,
contro una redditività di capitale intorno al 2%;

considera che tanta liquidità ha un costo e che non è possibile prescindere dalla posizione finanziaria netta ed includere i crediti
da attività di finanziamento che sono crediti commerciali;
fa una denuncia ai sensi dell’articolo 2408 del codice civile per provocare una riflessione su quanto detto e preannuncia che
segnalerà la situazione anche all’organo competente per monitorare tale situazione”.

 

Nel corso dell’assemblea del 16 settembre 2010, il Collegio ha informato l’assemblea che l’azionista Bava e l’azionista Zola
hanno entrambi presentato in data 14 settembre 2010 distinte denunce ai sensi dell’art. 2408 c.c. per fatti dagli stessi ritenuti
censurabili.

 

In particolare:

  • l’azionista Bava ha ritenuto censurabile il fatto di essersi visto negare l’indirizzo e-mail del Presidente di Fiat S.p.A., al quale intendeva inviare le domande per l’assemblea odierna;
  • l’azionista Zola ha ritenuto «singolare, inusuale ed illegittimo», da qualificarsi quindi come fatto censurabile la circostanza che l’avviso di convocazione dell’assemblea risultasse mancante di alcuni dati informativi tra cui la data e la firma nonché prevedesse un unico punto all’ordine del giorno.
    Ha ritenuto, inoltre, che l’assemblea avrebbe dovuto prevedere differenti orari di ingresso per gli azionisti ordinari e privilegiati al fine di evitare che azionisti detentori di diverse categorie di azioni siano costretti ad assistere a fasi assembleari nelle quali non possono intervenire né votare.

    Ha chiesto, inoltre, di motivare le ragioni per le quali non risultasse convocata una assemblea degli azionisti di risparmio.
    Da ultimo ha censurato la mancata esecuzione di una perizia a supporto dell’operazione sottoposta al vaglio degli azionisti.
  • Nel corso dell’assemblea del 16 settembre 2010 l’azionista Bava ha sostenuto che non sia lecito unire l’assemblea ordinaria e straordinaria sostenendo, inoltre, che all’assemblea avrebbe dovuto farsi, ai sensi degli artt. 2506 e 2443 c.c., una stima giurata dei beni in natura e dei crediti.

Il Collegio Sindacale ha attentamente riesaminato le citate segnalazioni, ha preso atto dell’intero svolgimento delle assemblee del 26 marzo 2010 e del 16 settembre 2010, alle quali era, per altro, presente, e ritiene esaurienti le considerazioni svolte in proposito dal Suo Presidente, a nome del Collegio, attraverso una specifica comunicazione in materia, illustrata nel corso delle assemblee ai cui verbali integralmente si rinvia.

 

In particolare, in relazione alla denuncia ex art. 2408 del codice civile presentata dall’azionista Bava, come in precedenza descritto, anche immediatamente prima dell’Assemblea degli azionisti tenutasi in data 26 marzo 2010, con la quale veniva sostanzialmente richiesto al Collegio di procedere a verifiche aggiuntive sull’andamento della liquidità, denuncia ribadita anche nel corso dell’Assemblea del 16 settembre 2010, si precisa quanto segue:

  • nel merito il Collegio ha già espresso alcune considerazioni nel corso della citata Assemblea del 26 marzo 2010 che escludevano l’esistenza di un fatto censurabile;
  • ciò nonostante, nell’ambito delle proprie attività di controllo, anche con l’ausilio della società di revisione, il Collegio ha svolto ulteriori approfondimenti su base trimestrale ed, infine, sulla situazione al 31 dicembre 2010, senza ravvisare alcun fatto censurabile.

In relazione alla denuncia ex art. 2408 c.c. presentata dall’azionista Bava, con la quale veniva chiesto quale fosse “il giro di affari dell’Avv. Anfora nei confronti di Fiat, visto che lo stesso patrocina la Società in una querela contro di lui, senza avere emesso parcella”, il Collegio, malgrado l’irritualità della “denuncia”, ha ritenuto di esaminarne i contenuti e conferma che il conferimento/ svolgimento di un incarico professionale non integri la fattispecie di fatto censurabile. In ogni caso, relativamente alla causa penale cui fa riferimento l’Azionista Bava, il Collegio dà atto che ad oggi non risulta emessa alcuna parcella per assistenza legale nei confronti della Società.

 

Non abbiamo conoscenza di altri fatti o esposti di cui dare menzione all’Assemblea.

 

A conclusione della nostra relazione, diamo atto che la società ha provveduto, nel corso dell’esercizio, a verificare l’effettiva indipendenza degli amministratori indipendenti e confermiamo la corretta applicazione dei criteri e delle procedure di accertamento ai sensi dell’art. 3.c.5. del codice di autodisciplina, mentre, per parte nostra, abbiamo verificato il permanere della nostra indipendenza come richiesto dall’art. 10.c.2. dello stesso codice di autodisciplina.

 

Per quanto concerne il bilancio d’esercizio chiuso al 31 dicembre 2010, che presenta un utile di Euro 441.959.509, abbiamo verificato l’osservanza delle norme di legge regolanti la sua impostazione e formazione, mediante i controlli da noi esercitati, nei limiti della nostra competenza, di cui all’art. 149 D.Lgs. 24.02.1998, n. 58, tenuto conto delle informazioni forniteci dalla società di revisione.

 

In particolare, abbiamo accertato che non sono state esercitate deroghe di cui all’art. 2423, quarto comma, del codice civile.

 

Nello svolgimento dell’attività di vigilanza sopra descritta, nel corso dell’esercizio 2010 il Collegio Sindacale si è riunito 12 volte, ha assistito alle 5 riunioni del Consiglio di Amministrazione nonché alle 9 riunioni del Comitato di Controllo Interno.

 

Sulla base dell’attività di controllo svolta nel corso dell’esercizio, non rileviamo motivi ostativi all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2010 e alle proposte di delibera formulate dal Consiglio di Amministrazione.

 

Torino, 21 febbraio 2011

 

I SINDACI

Riccardo Perotta   /f/ Riccardo Perotta

Giuseppe Camosci   /f/ Giuseppe Camosci

Piero Locatelli   /f/ Piero Locatelli

 

Di seguito è fornito l’elenco degli incarichi di amministrazione e controllo ricoperti dai membri del Collegio Sindacale in altre
società al 31 dicembre 2010 (Allegato ex art. 144 quinquiesdecies Regolamento Emittenti) – tra parentesi è indicato il bilancio
di esercizio con la cui approvazione termina il mandato.

 

  • Riccardo Perotta: Presidente del Collegio Sindacale in Coface Assicurazioni S.p.A. (2011), Coface Factoring Italia S.p.A. (2010), Hyundai Motor Company Italy S.r.l. (2010), Jeckerson S.p.A. (2010), Meccano S.p.A. (2012), Metroweb S.p.A. (2011), Value Partners S.p.A. (2011), Sindaco Effettivo in Boing S.p.A. (2010), Mediolanum S.p.A. (2010), Prada S.p.A. (31 gennaio 2012) e Amministratore in Intesa Sanpaolo Private Banking S.p.A. (2012).
  • Giuseppe Camosci: Presidente del Collegio Sindacale in AEREA S.p.A. (2010), Magneti Marelli S.p.A. (2012), Immobiliare Elfin S.r.l. (2011), Samsung Electronics Italia S.p.A. (2010), ICAL S.p.A. (2012), Sindaco Effettivo in BNP Paribas Lease Group S.p.A. (2012), Finos S.p.A. – Gruppo Trussardi (2012), Locatrice Italiana S.p.A. (2012), Therabel Gienne Pharma S.p.A. (2011), Trussardi S.p.A. (2012), TRS - già Sosir S.p.A. - Gruppo Trussardi (2012), Fortis Lease S.p.A. (2012) e Amministratore in SAPIO S.r.l. (2010).
  • Piero Locatelli: Sindaco Effettivo nella Giovanni Agnelli & C. S.a.p.a. (2011) e Simon Fiduciaria S.p.A. (2010).
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